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Tigri verso la scomparsa: appello del WWF

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Sono solo 3.200 gli esemplari rimasti in tutto il mondo. Questo l’allarme lanciato dal WWF alla vigilia del 14 febbraio, giorno in cui per il calendario cinese inizia l’anno della tigre. Il 2010 però, è stato decretato dall’Onu come l’anno internazionale della biodiversità, ed il felino è stato reso simbolo di questo progetto teso alla salvaguardia delle realtà naturali ed ambientali.

Tra le tante cause figurano la deforestazione, l’inquinamento, il consumo del territorio, eppure la cura sembra essere sempre meno attenta alle esigenze di questi animali che da millenni abitano il nostro pianeta. Ad aggiungersi poi alle catastrofi climatiche ed ambientali, la deleteria azione dell’uomo che con il bracconaggio pratica il commercio illegale delle loro pelli che sfortunatamente continuano ancora ad essere richieste sul mercato.

Una decina i punti critici dell’allarme: India, Russia, Cina, Malesia; e a questi si accosta pesante anche la responsabilità di Europa e Stati Uniti.

A  partire dalla metà degli anni ’50, si sono già estinte tre sottospecie di tigre e sono sono più di 25 anni che  una tigre della Cina meridonale non viene avvistata dall’uomo in natura.

Così, mentre in molte parti dell’estremo oriente fervono i preparativi per festeggiare la nuova stagione, la situazione sta continuando a peggiorare senza che nessuno faccia niente. In effetti già dal 1998, ultimo anno della tigre, il loro habitat è diminuito del 40 % per arrivare all’attuale 7% , relativo all’occupazione di quella che da sempre è stata la loro area di diffusione.

A fine gennaio però, è stato raggiunto un accordo tra 13  nazioni; unanime nel progetto la volontà  di raddoppiare le tigri presenti in natura entro il 2022. Già stabilita la sede del prossimo incontro autunnale in cui gli Stati, le organizzazioni ambientaliste e le istituzioni finanziare si riuniranno per discutere i punti necessari a portare a compimento l’impresa.

Massimiliano Rocco, responsabile del Programma Specie del WWF Italia ha commentato così:” Se ci si impegna seriamente per la loro conservazione, le tigri hanno ancora una speranza di sopravvivere; quello che serve ora è il concreto sostegno politico garantito dall’intera comunità internazionale, che sfrutta in maniera insostenibile e il più delle volte senza preoccuparsi delle proprie responsabilità le risorse naturali.”

Sara Pastore