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Tom Hanks si accaparra Julia Roberts per la prossima regia: successo sicuro

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Ritorna dietro la macchina da presa dopo 14 anni, in un film che si intitola “Larry Crowne“. La commedia, prodotta dalla Universal, è la storia di un uomo d’affari alle prese con la crisi di mezza età. Dopo “American Graffiti” che vede l’esordio alla regia di Tom Hanks, l’attore ci riprova a distanza di anni con tutto l’intento di non sbagliare.Lo scorso film, girato nel 1996, fu un vero e proprio flop secondo la critica, un film “incolore”, “insapore” e “privo di spinte”.
Tom affianco a sé ora mette una vera e propria icona holliwodiana: Julia Roberts. Avendo già lavorato insieme circa due anni fa ne “La guerra di Charlie Wilson”, Hanks vuole andare sul sicuro e la rende coprotagonista del film. Un’ ottima spalla per la recitazione e per portare gente in sala, che forse, delusa dalla cattiva pubblicità che fecero all’ Hanks regista di  America Graffiti, saranno curiosi di vedere la nuova sfida dell’ attore. Le riprese inizieranno ad aprile e si svolgeranno a Los Angeles con un sceneggiatura su cui si punta molto: si affida a Nia Vardalos, autrice del divertente film “Il mio grande grosso matrimonio greco”.

Hanks, classe 1956, negli anni ’90 ha conquistato il trono del “re della commedia romantica” accanto a Meg Ryan e si è guadagnato due premi Oscar come miglior attore protagonista e un posto d’onore a Hollywood come Vice Presidente dell’Academy Award. E’ quì che iniziarono ad affibbiare lui nomignoli, che bene o male fecero cassa di risonanza nell’ inferno del mondo cinematografici made usa: “Mr Nice” e “Mr Linkeable” (signor simpatia).

 Lui, che salì alla ribalta grazie alle sue performances ricche di pathos, è stato in grado di scrutare la condizione umana degli eroi di tutti i giorni. La sua fama inizia nel momennto in cui diventa il protagonista della serie televisiva Kip e Henry (1980-1982) e diventa a breve il prediletto attore di Ron Howard.

Non c’è solo recitazione nella vita di Tom Hanks, prima di Music Graffiti infatti  fa le sue prime esperienze dietro la macchina da presa firmando alcuni episodi de “Tales fromt the Crypt” (1992), seguito poi dalla sua opera prima poco presa in considerazione.

 Hanks è un uomo dalle grandi sorprese e implacabile, e anche come un “idiota di genio” di nome Forrest Gump risulta simpatico al pubblico. Il suo sguardo sempre limpido e trasparente gli regala senza invidie l’ennesimo nomignolo di “Mr. Cash“, ovvero il “Signor Contanti”.
Il secondo e un terzo Emmy che prese nel 2002 come regista e produttore della miniserie tv Band of Brothers per il piccolo schermo, dà lui il coraggio di provare di nuovo con il grande schermo.
Amabile, lussuoso, pluriacclamato e pluripremiato, integro, probo e corretto, Tom Hanks incarna l’ideale americano medio, arricchendolo di nuove fragilità, nuove debolezze. Definito dalla critica un “E.T. con un barlume di Einstein”, ha sempre vestito i panni del bravo ragazzo, pieno zeppo di forti e stabili virtù americane: la lealtà, il pudore, l’onestà, la tolleranze, la bontà.
Ora le sue capacità attoriali e registiche potranno convergere e mostrare davvero di che pasta è fatto. Sarà il pubblico come sempre a decidere se il nostro Forrest continuerà ad essere all ‘altezza della regia, ma questo potrà succedere, inevitabilmente, solo dopo aver pagato l’ ingresso al cinema per ritrovare, piacevolmente, ancora una volta anche quella pretty woman che fece scalpore nel mondo.

Ilaria Salzano