Home Spettacolo Vecchi film in televisione: “Poltergeist II-L’altra dimensione”

Vecchi film in televisione: “Poltergeist II-L’altra dimensione”

Stasera in televisione il seguito del film cult per il cinema horrorPoltergeist-Demoniache presenze” (1982). Il meno fortunato sequel prende il nome di “Poltergeist II-L’altra dimensione” (titolo originale “Poltergeist II-The other side”). La pellicola, del 1986, è di nuovo interpretata da Heater O’Rourke. La cura del lungometraggio è affidata a Brian Gibson, il fortunato regista di “Tina-What’s love got to do with it”.

Steve e Diane Freeling si sono tasferiti nella casa della madre di lei con loro i figli Robin e Carol Anne. La piccola sembra star bene dopo gli avvenimenti sonvolgenti accaduti nel vecchio quartiere. Steve lavora, ora, come rappresentante mentre il resto della famiglia si adatta alla nuova casa e alle nuove abitudini. Vietato l’uso del televisore, Carol Anne passa quasi tutto il suo tempo in compagnia della nonna. La quotidianità sembra scorrere tranquilla fino al momento della morte dell’anziana signora…

La sottoscritta persevera nella sua teoria sull’inutilità dei sequels di grandi film. Il capolavoro di Tobe Hooper (“Non aprite quella porta”), oltre a questo, ha, ancora, un altro seguito (del 1988). I due film sono nati, sicuramente, cavalcando il successo -meritato- della prima pellicola. Precisamente “Poltergeist numero due” si basa su una trama agonizzante fin dall’inizio perchè costretta  a poggiarsi su avvenimenti già raccontati. La vicenda prosegue, poi, richiamando le stesse situazioni nonchè i medesimi personaggi comprimari: stesso abbandono di una casa non rassicurante, stessa medium ad aiutare la famiglia sempre più angosciata. Anche la location, diversa all’inizio del film, torna poi ad essere, di nuovo il quartiere abbandonato di Cueste Verde con le sue catacombe.

Tuttavia la pellicola merita di essere guardata: se non per le sue pretese pedagogiche, se non per i suoi, numerosi, effetti speciali, almeno per la sua (poco) rassicurante familiarità. E almeno per l’umana curiosità che ci spinge a conoscere il precario finale della storia. Ah, spaventata, quasi dimenticavo: MGM ore 21:00!

Valentina Carapella