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Vigilanza Rai: Beltrandi vuole querelare Santoro

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Il discusso regolamento approvato martedì sera dal comitato di Vigilanza della Rai potrebbe tasferirre la polemica – che da due giorni impazza su tutti gli organi di informazione – in un’aula di tribunale. Questa mattina, ai microfoni di Radio Radicale, Marco Beltrandi, deputato radicale relatore del suddetto provvedimento ha, infatti, annunciato l’intenzione di querelare il giornalista Michele Santoro.

“Con ogni probabilità – ha detto Beltrandi – querelerò Michele Santoro. Ieri ha parlato di abuso di potere, illegalità e violazione della Costituzione. Lo chiameremo in giudizio a dimostrare dove sarebbero state violate leggi, costituzioni e addirittura compiuto un reato come l’abuso di potere, dovrà spiegarcelo in tribunale”.

Il deputato ha rivendicato con orgoglio il suo appoggio incondizionato al regolamento e ha tentato di smentire i “rumors” di quanti (primo tra tutti Santoro) sostengono che nella decisione presa dalla Vigilanza Rai possa leggersi un’agevolazione nei confronti delle Tv commerciali, non coinvolte – di fatto – dal “novello editto”.

“Le regole per quanto riguarda Mediaset – ha spiegato Beltrandi – non sono ancora state scritte dall’Autorità garante perché dovrà conformarsi al regolamento approvato dalla Vigilanza. Il regolamento – ha ribadito – non solo non mette il bavaglio, ma chiede alle trasmissioni di approfondimento politico di rispettare la par condicio. La sinistra che ha voluto la par condicio, oggi si erge contro l’estensione della par condicio ai conduttori dei talk show politici e questo probabilmente dimostra – ha proseguito il deputato radicale – che il Pd che si occupa di televisione è l’ala sinistra del regime partitocratico italiano, l’ala Rai, un’ala Rai che tutela anche Mediaset e gli interessi di Berlusconi“.

Un ragionamento faticoso attraverso il quale Marco Beltrandi ha tentato di denunciare la presunta “connivenza” tra gli interessi Mediaset e quelli Rai, sottolineando la prevalenza nella Tv pubblica di programmi riconducibili a orientamenti politici di sinistra.

Ieri, Michele Santoro, autore e conduttore di “Annozero” aveva immediatamente palesato il proprio sdegno al cospetto della decisione presa dalla Vigilanza Rai. “Siamo di fronte a un abuso di potere – ha dichiarato il giornalista campano in un’intervista a La Repubblica –  che non ha alcun fondamento legale. E’ una sospensione del servizio pubblico. Una Commissione, che dovrebbe dare degli indirizzi, non si può trasformare in un superpotere che dice in che modo fare le trasmissioni, con quale parterre di ospiti, magari indicando gli argomenti”.

“La Costituzione – ha continuato Santoro – prevede la libertà di espressione, non si può ledere l’autonomia dei giornalisti. La Vigilanza sta violando questi principi. E purtroppo rilevo la passività dell’editore Rai, che rischia di diventare leggendaria. Riemerge il fantasma del conflitto di interesse“.

“La sospensione di servizio pubblico – ha rincarato il giornalista – è un ultimo grosso favore fatto alla concorrenza. E’ giusto chiedersi: chi si avvantaggerà della chiusura in periodo preelettorale di Ballarò, In 1/2 ora e Annozero? E’ evidente: la concorrenza, che peraltro è in affanno negli ascolti, nelle reti complementari Retequattro e Italia I. Io credo – ha concluso Santoro – che si possa parlare di conflitto di interessi“.

Maria Saporito