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Arresti tra Veneto e Friuli: smaltivano farmaci nel terreno

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Arrestate oggi dai carabinieri del comando tutela Nucleo Ecologico di Udine, alcune persone che disperdevano medicinali scaduti di ospedali in vari  terreni.

 I provvedimenti restrittivi sono stati eseguiti dopo una serie di indagini e perquisizioni che hanno coinvolto in particolare il Friuli ed il Veneto. Voluti  dal Gip di Udine Alessio Verni su richiesta del Pm Viviana Del Tedesco, gli arresti fanno parte di un’inchiesta sul traffico illecito di rifiuti, truffa ai danni della pubblica amministrazione e falsità documentale.

L’operazione ha visto coinvolti  i carabinieri del gruppo tutela dell’ambiente di Treviso (Noe di Udine, Treviso e Venezia), con il supporto dei militari dell’arma dei comandi delle stesse città; alla base dei provvedimenti, il sequestro di decine di mezzi per il trasporto dei rifiuti ed quello di varie società.

Sembrerebbero coinvolti nell’inchiesta, denominata “Parking Waste”, anche due funzionari dell’ Arpa di Udine.

Tutto è iniziato con il rinvenimento di una discarica abusiva di speciali rifiuti ospedalieri, in un’area che sarebbe dovuta essere adibita a parcheggio dell’ospedale civile di Latisana (Udine). Alla base degli accertamenti dei militari, le intercettazioni telefoniche e la strumentazione tecnica che hanno permesso di scoprire l’esistenza di un’organizzazione criminale che aveva smaltito ben 600 mila chili di rifiuti, sotterrati in una discarica di inerti della provincia di Treviso.

A tutto ciò si è aggiunta l’accusa per una scorretta gestione di rifiuti provenienti dalla bonifica di un deposito di carburante di Gorizia; si tratta di amianto frammisto a terreno, scaricato illegalmente presso un centro di stoccaggio nella provincia di Trento ed inviato poi per lo smaltimento definitivo presso impianti tedeschi.

Nell’ambiente naturale da tempo si ritrovano tracce di inquinamento da farmaci (si occupa in particolare di questi studi l‘Istituto Mario Negri di Milano). Questi entrano purtroppo  in contatto anche con i trattamenti chimici di potabilizzazione o con quelli di depurazione e oggi si cerca di rilevare le concentrazioni di residui farmaceutici nelle acque potabili, che sono la strada attraverso la quale è più probabile che possano manifestarsi effetti negativi sull’uomo.

C’è anche una corrente della farmacologia, la “green pharmacy”, che punta a produrre medicinali più rispettosi dell’ambiente. Tutto inutile se ancora oggi le attività criminali stanno continuando il loro sporco lavoro di inquinamento. Inimmaginabile è infatti, l’effetto deleterio che i farmaci smaltiti nel terreno, possano causare all’ecosistema e alla salute delle stesse persone.

Sara Pastore