Home Spettacolo Berlinale 2010: in gara il film di Polanski, ma senza di lui

Berlinale 2010: in gara il film di Polanski, ma senza di lui

«Ghost writer», di Roman Polanski, sarà proiettato oggi alla Berlinale, ma il regista non ci sarà: si trova infatti agli arresti domiciliari in Svizzera. È la prima assoluta per il film, tratto da un romanzo dello scrittore britannico Robert Harris («The ghost», 2007), ex cronista politico inglese. «Ghost writer», in realtà, avrebbe dovuto aprire la sessantesima edizione del Festival del cinema di Berlino, ma gli organizzatori hanno fatto marcia indietro quando hanno saputo che Polanski avrebbe potuto essere estradato negli Stati Uniti per gli abusi sessuali commessi su una ragazza di tredici anni nel 1976.

Alla conferenza stampa di presentazione del film non si è parlato d’altro che di lui e della sua forzata assenza. Forse le parole più belle sul regista le ha dette all’inizio uno dei tre produttori presenti, Robert Benmussa: «Mi sembra davvero bizzarro il fatto che non ci sia Roman al centro di questo tavolo» ha detto, ricordando poi come Polanski abbia seguito con precisione maniacale tutta la post-produzione del film quando già era agli arresti. Subito dopo, Pierce Brosnan, uno degli interpreti, ha parlato del regista con entusiasmo: «Un uomo dalla vita intensa e di una grandezza inesprimibile. Appena ho saputo del suo arresto sono rimasto scioccato e ho pensato alla sua famiglia e ai figli». Anche il protagonista, Ewan Mc Gregor, ne ha parlato con affetto: «La sua assenza si sente anche di più per il fatto che lui conosce ogni particolare delle cose che fa e che fanno il suo cinema».

La trama del film ricalca la carriera politica dell’ex premier britannico Tony Blair: un primo ministro di nome Adam Lang (Pierce Brosnan), dopo l’intervento in Iraq, vuole scrivere le sue memorie, ma il suo ghostwriter, autore dei discorsi, viene ucciso. Rifugiatosi a Martha’s Vineyard, isola davanti alle coste del Massachusetts, Lang è affiancato da un nuovo ghostwriter (Ewan McGregor). Proprio quando lo scrittore raggiunge l’ex premier esplode uno scandalo: Lang viene accusato di attività illegali connesse a terrorismo e torture. E, mentre l’isola di colpo si riempie di giornalisti e manifestanti, lo scrittore comincia a sospettare che il suo predecessore abbia scoperto qualcosa di terribile che collega Lang alla Cia e comincia a temere per la propria vita. Il film è stato girato quasi per intero in Germania, negli studi di Babelsberg, a Potsdam. Per gli esterni, a causa del divieto fatto a Polanski di rientrare negli Stati Uniti per un vecchio mandato di cattura, sono state scelte le isole tedesche di Usedom e Sylt, nel Mare del nord.

L’autore del soggetto, lo scrittore Robert Harris, ha raccontato che quando spedì il libro a Polanski, sulle prime il regista «pensò che si trattasse di un tema noioso, poi scoprì che sembrava un thriller di Chandler». Harris ha anche rivelato di aver consultato amici ghostwriter, «gente che deve fare questo lavoro per vivere, ma finisce poi per ritrovarsi in un dilemma etico». Lo scrittore non avrebbe voluto fare il ghostwriter per nulla al mondo, «tanto meno per Blair», ha affermato. Ha poi aggiunto che dalla vicenda trattata nel film si ha l’impressione che la Gran Bretagna sia «il cinquantunesimo Stato americano, con un premier debole, che negli Stati Uniti finisce per ritrovarsi nelle mani dei servizi segreti».

Maria Elena Tanca