De Luca (Vendola e Di Pietro) contro Travaglio e Grillo

All’indomani della vittoria alle primarie pugliesi del centrosinistra, forte di quel 70% di preferenze ottenute contro i burocrati del Partito Democratico, Nichi Vendola si era lasciato prendere dall’entusiasmo, parlando con i giornalisti delle prossime elezioni in Campania.
Mai e poi mai, aveva detto, Sinistra e Libertà avrebbe potuto appoggiare il sindaco di Salerno, definito un portatore di “politiche leghiste del sud”.
Finita la sbornia, Vendola e soci sono tornati all’ovile e, ieri, Vincenzo De Luca ha partecipato alla conferenza stampa di SeL che ha annunciato ufficialmente il suo appoggio al sindaco di Salerno.

Un’occasione colta al volo da De Luca, sostenuto naturalmente anche da Antonio Di Pietro che la settimana scorsa gli ha voluto tributare una standing ovation durante il congresso dell’IdV, che ha approfittato della presenza dei giornalisti per scagliarsi contro “Il Fatto”, colpevole di aver messo in discussione la bontà della sua candidatura.
Il quotidiano di Padellaro avrebbe, inoltre, osato approfondire su possibili aspetti poco chiari legati al figlio di De Luca su cui, naturalmente, il sindaco non ha voluto approfondire.
“Quando – ha detto – si comincia a tirare in ballo i figli vuol dire che si è alla frutta, che si è privi dei principi essenziali di civiltà […] Io ho 35 anni di militanza politica, volete che mi preoccupano chi scrive sui giornali?“.

Ma De Luca, naturalmente, si è scagliato soprattutto contro Marco Travaglio, colpevole, sempre su “Il Fatto”, di aver smontato la tesi, sostenuta anche oggi, di essere sotto inchiesta per aver salvato il posto di alcuni operai che, però, oggi sono disoccupati.
Così il sindaco di Salerno, ormai spalleggiato da Vendola e da Di Pietro, ha deciso di cominciare una nuova battaglia contro Travaglio, dopo che, ai tempi della lotta contro l’inceneritore di Acerra che oggi sfora tutti i limiti di emissioni di polveri sottili, definì un “saltimbanco” Grillo e un “pericoloso disinformatore” Padre Alex Zanotelli.

Proprio Grillo, d’altronde, era stato il primo a reagire alle parole di Di Pietro al congresso di domenica scorsa, dedicandogli un editoriale, sul suo blog, dall’emblematico titolo “Tu quoque Tonino…”.
D’altronde è comprensibile che l’Italia dei Valori, un partito che attualmente vale il 6-7%, ambisca ad avere un profilo di Governo, lontano dal qualunquismo, spesso privo di risultati tangibili, del comico genovese, ma è difficile, per il popolo dell’antiberlusconismo, digerire l’atteggiamento di subordinazione al PD di Di Pietro, che ha accettato la candidatura di De Luca, secondo molti, solo per garantirsi qualche poltrona in più.

Quando l’ex pm ha giustificato la scelta di appoggiare De Luca con la necessità di “non consegnare la Campania nelle mani dei Casalesi”, si era forse dimenticato di leggere “Gomorra” di Saviano, che ben spiega come i Casalesi la Campania se la siano presa da tempo.
La Federazione della Sinistra, intanto, ha ufficializzato oggi la scelta di non appoggiare il candidato del Partito Democratico.