Home Esteri: Ultime notizie dal Mondo

Dove sta andando Haiti? Una voce italiana dall’isola

CONDIVIDI

Una foto di Haiti dopo il terremoto (Maurizio Barcaro)

Oggi il commissario straordinario della Croce Rossa, Francesco Rocca, ha dichiarato che la situazione ad Haiti sta migliorando grazie anche allo sviluppo del coordinamento internazionale degli aiuti.

A fine gennaio questo tema aveva innescato un “incidente diplomatico” tra Italia e Stati Uniti seguito alle dichiarazioni di Guido Bertolaso. Quest’ultimo aveva criticato la mancanza di organizzazione che vanificava molti degli sforzi compiuti dalle organizzazioni impegnate sull’isola. “Una situazione patetica” aveva commentato il capo della Protezione civile, che aveva usato parole severe per l’intervento degli americani, capaci di portare grandi quantità di cibo ma privi di una strategia per riavviare Haiti dopo l’emergenza.

Questo tema è al centro delle lettere inviate da Maurizio Barcaro. Il missionario laico italiano, che lavora da anni sull’isola, ha espresso i suoi timori per il futuro. Nella sua mail del 7 febbraio, pubblicata sul sito www.pimemilano.com, sottolinea l’importanza di andare oltre gli interventi dell’immediata emergenza: cibo, alloggi, ospedali.

Uno dei primi obiettivi è la ricostruzione delle scuole, visto che il 75% circa è crollato o è stato danneggiato dal terremoto. Barcaro sta recuperando tendoni per una sistemazione provvisoria in cui alternare le classi con bambini e ragazzi di ogni età, in attesa della ricostruzione delle strutture. Sono i giovani haitiani a spingere per il ritorno alla “normalità”, consapevoli dell’importanza dell’istruzione per il loro futuro. Questo è un segnale positivo che mostra il recupero della vitalità degli abitanti, che spesso arrivano sui nostri mezzi di comunicazione come protagonisti di saccheggi e violenze da un lato, oppure come persone da commiserare e da sfruttare cinicamente per ragioni di consenso politico e mediatico.

L’altro tema fondamentale è quello dell’adozione dei bambini. La crisi seguita alla catastrofe ha già fatto emergere situazioni poco chiare.

I progetti di adozioni a distanza possono essere un modo per offrire un aiuto concreto senza sradicare i bambini dalla loro terra d’origine. Con buon senso, Barcaro afferma che è necessario un po’ di tempo per fare il punto della situazione prima di partire con nuove adozioni.

La situazione ad Haiti resta difficile, ma non saranno la frenesia o la spettacolarizzazione a migliorarla.

L. Denaro