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La Cina cala due assi al Festival del cinema di Berlino

 

La Cina è protagonista nella politica e nell’economia mondiale, ma si fa valere anche nel cinema.

Ieri, infatti, il Festival del cinema di Berlino si è aperto con Tuan Yuan (Apart Together), diretto da Wang Quan’an. Il regista cinese ha già camminato sul red carpet della manifestazione. Uno dei più noti esponenti della cosiddetta “sesta generazione” dei registi cinesi, diversamente da altri suoi colleghi, aveva dedicato la sua attenzione alla realtà rurale con The Story of Ermei (2004), presentato nella sezione Panorama del Festival di Berlino, e con Il matrimonio di Tuya, che nel 2007 ha vinto l’Orso d’oro.

Ora Wang ritorna a scenari urbani con la storia d’amore tra un ex soldato del Guomindang, rifugiatosi a Taiwan dopo la vittoria dei comunisti nel 1949, e la sua innamorata di un tempo.

La guerra civile ha lasciato il segno nella vita di molti cinesi, ma i grandi cambiamenti impressi da Pechino negli ultimi anni offrono l’occasione del ritorno del protagonista Liu in una Shanghai completatemente trasformata con l’obiettivo di ritrovare l’amore di gioventù. La donna nel frattempo ha costruito una famiglia che reagirà diversamente a questo ritorno.

 

Cast di Tuan Yuan alla cerimonia d'apertura del festival (Xinhua-Luo Huanhuan)
Cast di Tuan Yuan alla cerimonia d'apertura del festival (Xinhua-Luo Huanhuan)

Il direttore della Berlinale Dieter Kosslick ha motivato la scelta dell’opera, oltre che per la sua qualità, anche con il fatto che nel 2010 cade il 20° anniversario della riunificazione tedesca (che si collega al tema dei rapporti fra Repubblica Popolare Cinese e Taiwan) e all’individuazione della famiglia come uno dei temi fondamentali della rassegna di quest’anno.

Si aspetta anche il ritorno di Zhang Yimou, il secondo degli “assi” cinesi. Lontano dalla spettacolarità di popolari film come Hero o La foresta dei pugnali volanti, il regista si riavvicina allo spirito dei suoi esordi. Nel 1988 Sorgo rosso vinse l’Orso d’oro e gli portò notorietà in Europa, in un pubblico di “nicchia” oggi più ampio grazie ai recenti successi nelle sale cinematografiche di tutto il mondo. La sua opera prima sarà ricordata quest’anno con la riproposizione nella retrospettiva “Play It Again”.

Vedremo se questi due film in concorso per la vittoria finale a Berlino troveranno una dignitosa distribuzione nei cinema italiani.

 

L. Denaro