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Pil a -4,9. Mai così male dal 1980

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L’Italia chiude il 2009 con un abbassamento del Pil del 4,9 rispetto al 2008, è il calo peggiore dal 1980. I dati, diffusi in via preliminare venerdì dall’Istat, sono destagionalizzati e corretti per i giorni lavorativi. Nell’ultimo trimestre del 2009 il Pil ha segnato un calo dello 0,2% sul terzo trimestre, quando era salito dello 0,6%. Su base annua il Pil ha mostrato un calo del 2,8%, dal tendenziale di -4,6% del terzo trimestre.

I dati sono di gran lunga peggiori delle sapettative degli analisti, che prospettavano per il quarto trimestre un +0,1 sul trimestre precedente e un -2,5 su base annua. La diminuzione congiunturale del Pil – spiega l’Istat – è il risultato di una diminuzione del valore aggiunto dell’industria, di una sostanziale stazionarietà del valore aggiunto dei servizi e di un aumento del valore aggiunto dell’agricoltura. Il quarto trimestre del 2009 ha avuto due giornate lavorative in meno rispetto al trimestre precedente e una giornata lavorativa in più rispetto al quarto trimestre del 2008.

Nel quarto trimestre, il Pil è aumentato in termini congiunturali dell’1,4% negli Usa, dello 0,1% nel Regno Unito, dello 0,6% in Francia ed è rimasto fermo in Germania. In termini tendenziali, è aumentato dello 0,1% negli Stati Uniti, è diminuito del 3,2% nel Regno Unito, del 2,2% in Francia e del 2,4% in Germania. Il 10 marzo saranno rese note le stime trimestrali coerenti con i nuovi dati annuali.

Lasciando da parte i numeri, quella italiana è una situazione difficile, certamente non risolvibile con l’ottimismo auspicato e propugnato dalla maggioranza. La crescita nel 2010 sarà pari a zero e nel nostro Paese le istituzioni e i poteri forti sono sempre impegnati in bracci di ferro che non fanno progredire la situazione economica e lavorativa. Il senso di responsabilità viene schiacciato dal calendario elettorale (in Italia spaventosamente dilatato dal modus operandi dei partiti) e lavoratori e famiglie pagano caro il prezzo dell’inadempienza e dell’egoismo di casta.

Simone Cruso