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PIL: Bersani (PD), contro crisi Governo non fa abbastanza

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Il segretario del Partito Democratico, Pierluigi Bersani, è intervenuto questa mattina all’inaugurazione della convention di economia “Manifutura 2010”, commentando anche gli ultimi dati diffusi dall’Istat sull’andamento del Prodotto Interno Lordo italiano che nel corso del 2009 ha subito una contrattura del 4,9%.

“Penso – ha detto – che il governo debba rendersi conto che quello che è stato fatto fin qui assolutamente non basta. Quindi bisogna fare una manovra economica, sollecitare un po’ l’economia e affrontare con più determinazione la situazione e non continuare a parlare d’altro, processo breve e cose del genere”.
“Purtroppo – ha aggiunto, criticando frontalmente l’atteggiamento “mediatico” tenuto dal Governo fin dall’inizio della crisi nell’autunno del 2008 – in questi venti mesi abbiamo avuto una narrazione sbagliata. Noi dicevamo dall’inizio che la crisi era seria, lunga, che bisognava reagire, mettendo il paese di fronte al problema, facendo delle politiche piu’ efficaci. Il governo ha raccontato che la crisi sarebbe stata finanziaria ma non avrebbe inciso sull’economia reale; poi ha detto che era psicologica, poi anche che ce l’avevamo alle spalle e quindi che stavamo meglio di altri. E cosi’ ci siamo disarmati”.

Nel confronto con gli altri paesi europei, si evidenzia il crollo del PIL tedesco, in perdita del 5% su base annua, che non registra nel quarto trimestre la ripresa auspicata e prevista da numerosi economisti. C’è da dire, però, che l’economia del Paese di Angela Merkel poggiava, prima della crisi, su basi già più solide di quella italiana, priva di dinamismo da quasi un decennio.
Relativamente migliore, invece, la situazione della Francia, il cui PIL cala del 2,2% che, comunque, risulta essere il peggior dato dal dopoguerra.

Alle parole di Bersani ha risposto il ministro del Lavoro Sacconi, ancora una volta prodigo di quell’ottimismo che ha caratterizzato la (non) azione del Governo contro la crisi negli ultimi mesi.
“Certo – ha detto parlando con alcuni giornalisti – non sappiamo come si distribuisce nel mondo ma ci sono tutte le condizioni di crescita di cui anche l’economia italiana beneficerà: vedremo in che misura. […] Mi sento di confermare le attese di una crescita, la misura di questa crescita dipenderà da circostanze anche in parte indipendenti da noi“.
In pratica l’unica risposta da dare alle centinaia di migliaia di famiglie in difficoltà e a tutti i lavoratori licenziati è quella di aspettare che arrivino tempi migliori.
Sperando che la Grecia sia più lontana di quanto sembri.

Mattia Nesti