Home Sport VANCOUVER 2010 – Le Olimpiadi iniziano con l’ombra del doping

VANCOUVER 2010 – Le Olimpiadi iniziano con l’ombra del doping

Mancano poche ore all’accensione della fiamma Olimpica e, come purtroppo avviene ormai da decenni, c’è chi si dimentica del reale significato di questa fiamma, sportività e lealtà, competere in maniera onesta per un alloro che sarà celebrato come merita e che resterà per sempre nella storia. Ancora oggi nel 2010 c’è chi crede di poter vincere barando, chi pensa di riuscire a farla franca senza capire cosa si rischia personalmente per la propria salute e oggettivamente per la propria carriera macchiata per sempre da quest’affronto.

Anche Vancouver 2010 dovrà stare attenta ai furbetti e al doping. La WADA (World-Anti-Doping-Agency) ha escluso trenta atleti dalle Olimpiadi invernali che inizieranno oggi. Da ciò che ha dichiarato il CIO e l’Agenzia mondiale antidoping, questi atleti sarebbero stati beccati positivi ad alcune sostanze dopanti nei mesi precedenti ai Giochi e quindi invitati a non partecipare. Non sono ancora stati fatti i nomi, ma da ciò che trapela sembrerebbe non esserci alcun italiano coinvolto. Moli atleti dovrebbero far parte dell’Hockey ghiaccio femminile ma al momento c’è il massimo riserbo. Il segretario generale della FIS ha tenuto a precisare che “Bisogna diffidare delle voci sui nomi perchè sono mirate a destabillizare le delegazioni e gli atleti”.

Prima delle Olimpiadi di Pechino gli atleti allontanati dai Giochi furono 70. “Gli atleti che cercheranno di frodare in questi Giochi – dichiara John Fahey, direttore della WADA – avranno maggiori possibilità di essere scoperti che in qualsiasi altra Olimpiade della storia”. Dal 4 febbraio, giorno dell’apertura del villaggio olimpico, sono già stati effettuati 554 controlli, di cui 407 su campioni di urina e 147 sul sangue. A fine manifestazione saranno stati effettuati più di 2000 test, quasi il doppio rispetto a Torino 2006, quando ne furono fatti 1200. Nell’edizione italiana solo un’atleta risultò positiva, Olga Pyleva, biatleta russa, che aveva conquistato la medaglia d’argento, fortunatamente poi revocata.

Per tutti coloro che ancora non hanno capito che nello sport non esistono scorciatoie, che pensano di essere più furbi degli altri, che macchiano con i loro comportamenti un movimento secolare portatore di sani valori, ecco a tutti questi che potremmo sintetizzare in una parola, STUPIDI, diciamo noi sostenuti dalla WADA, che a Vancouver non c’è posto per loro e dunque sono ancora in tempo per farsi le valige e tornarsene a casa. Nessuno sentirà la loro mancanza.

Salvatore Morelli

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