Calabria, pm chiede 18 mesi per Loiero

Vigilia di fuoco per Agazio Loiero, attuale governatore della regione Calabria, che proprio oggi, a 24 ore dalle primarie che dovranno stabilire chi sarà il candidato del Partito Democratico alle prossime elezioni, deve fare i conti con la requisitoria nei confronti degli imputati per l’inchiesta “Why not”, iniziata dall’allora pm Luigi de Magistris.
I pm Eugenio Facciola e Massimo Lia hanno chiesto che Loiero sia condannato, per abuso d’ufficio, ad una pena di un anno e 6 mesi di reclusione.

La condanna più pesante, quattro anni e sei mesi, è stata chiesta dai pm per Antonio Saladino, ex presidente della Compagnia delle Opere della Calabria, accusato di associazione a delinquere, concorso in abuso d’ufficio e corruzione.
Il pubblico ministero ha poi chiesto due anni e due mesi per truffa e abuso d’ufficio per Giuseppe Chiaravalloti, presidente della Regione (con Forza Italia) fra il 2000 e il 2005, e un anno e mezzo per Gianfranco Luzzo, già assessore della giunta Chiaravalloti.

“Di quella montagna di accuse, – ha commentato Loiero – nell’ipotesi della polizia giudiziaria è rimasto solo l’abuso d’ufficio, perché ‘non potevo non sapere’ quel che altri facevano. […] Aspetto con fiducia il verdetto del giudice terzo che, spero non tardi vorrà riconoscere la mia estraneità in tutta questa storia“.
Certo è che, come nel caso di Vincenzo De Luca (candidato di Pd, IdV e SeL in Campania), i verdetti sarebbe meglio aspettarli da privato cittadino piuttosto che correndo per farsi rieleggere ad un importante carica amministrativa.

Domani, intanto, le primarie dei democratici vedranno contrapporsi, dopo quasi due mesi di dure lotte intestine che più volte hanno messo in discussione e rimandato la consultazione, vedranno contrapporsi a Loiero il presidente del Consiglio Regionale Giuseppe Bova e il consigliere regionale Bruno Censore.
Da lunedì, poi, i vertici dei democratici saranno impegnati in un’importante opera di diplomazia per costruire intorno al proprio candidato l’unione di tutte le forze del centrosinistra necessarie a battere il sindaco di Reggio Calabria Giuseppe Scopelliti, ex missino candidato per il Popolo delle Libertà.

In particolare il PD dovrà incontrare la Federazione della Sinistra e l’Italia dei Valori che, fin dal primo momento, aveva chiesto di convergere su una candidatura estranea alle logiche di potere dell’attuale maggioranza, come quella di Pippo Callipo, imprenditore simbolo della lotta contro il racket lanciato da De Magistris.
Non è escluso, però, che, come già successo in Campania, anche in Calabria Di Pietro scelga all’ultimo momento di tornare all’ovile democratico lasciando in un angolo ogni velleità di alternativa.