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Crescono i consumi fuori casa nel settore alimentare

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La comune abitudine di “andare fuori a bere qualcosa” nasconde in realtà dietro di sè aziende la cui tradizione va spesso e volentieri ad intrecciarsi con quella del nostro Paese e con la storia di costume di generazioni di consumatori e avventori da bar. Ma è soprattutto la realtà economica a esserne coinvolta, attività che è in forte e costante crescita e che in vent’anni ha avuto uno sviluppo di oltre il 50%.

Mangiare fuori casa vale qualcosa come 60 miliardi, e soprattutto sta diventando un’abitudine costante ed in crescita sempre più rapida per la massa di consumatori che cambia e inizia a preferire sempre più i take away. Questo almeno è quanto risulta dal quadro tracciato nel primo Forum annuale degli stati generali dell’industria di Marca, della distribuzione del Beverage e dei consumi fuori casa tenutosi a Cernobbio (Como) negli ambienti di Villa Erba dall’11 al 13 febbraio 2010.

E’ stata questa l’occasione adatta per il reciproco confronto tra le principali 20 imprese di marca che detengono più dell’80% del fatturato del canale Fuori Casa ed anche i 300 Distributori che realizzano più dell’80% del fatturato globale. Un altro dato che è emerso è quello riguardo la crescita dell’attenzione ai cibi salutisti ed anche alle tradizioni locali; sono presenti nella nostra penisola oltre 250mila tra ristoranti e bar e nel complesso il settore alimentare, che include anche macchinette automatiche e catering, assiste ad una spesa in media di 1.150 euro a persona per anno.

Il Forum tenutosi con l’organizzazione di Edizioni Specializzate (divisione di Fiera Milano Editore) assieme a Bain & Company è stata un’occasione importante per le imprese che si pongono l’obiettivo di comprendere e capire le tendenze del mercato per essere in grado di recepire e soprattutto anticipare i gusti dei clienti finali e offrire nuove occasioni di consumo.

Rossella Lalli