Draghi: crescita minima senza occupazione. Dove ci porta la crisi?

Ha scelto la relazione la Forex, il Governatore della Banca d’Italia Mario Draghi, per esternare le sue preoccupazioni nei confronti di una situazione economica particolarmente critica per il nostro Paese.
“Stiamo ora uscendo dalla crisi – ha detto – con un tasso di crescita basso, ai minimi europei“; ha poi spiegato come per crescere davvero l’Italia abbia bisogno delle “riforme strutturali, la cui mancanza ha segnato la perdita di competitivita’ del Paese che dura da un quindicennio”.

“Alla fine dello scorso anno – ha aggiunto – vi erano in Italia oltre 600 mila occupati in meno rispetto al massimo del luglio 2008. La quota di popolazione potenzialmente attiva che e’ al momento forzatamente inoperosa e’ elevata e crescente. Finche’ la flessione dell’occupazione non s’inverte permane il rischio di ripercussioni sui consumi, quindi sul Pil”.

E così, mentre si registra una nuova vittima della crisi (un ragazzo impiccatosi di fronte al rischio di finire in mobilità) dopo che il 31 gennaio un operaio disoccupato di Bergamo si era dato fuoco, anche la Banca d’Italia, come da mesi fanno sindacati, opposizioni e movimenti sociali, chiede al Governo di intervenire concretamente contro la crisi.
Rimane da capire, non è un elemento secondario, quale sia la concezione di Draghi delle “riforme strutturali”. Si ha il sospetto, infatti, che possa essere pericolosamente lontana dall’interesse dei lavoratori.

In Grecia, intanto, si estendono sempre più le proteste e gli scioperi dei sindacati e del Partito Comunista contro il Governo socialista che deve contemporaneamente fare i conti con le iniziative insurrezionalistiche di anarchici e gruppi rivoluzionari.
La comunità internazionale della finanza, intanto, sta studiando come intervenire per sottrarre al Paese la sua sovranità economica e poter, così, massacrare tutto quel poco che rimane di stato sociale per rimettere in sesto i conti pubblici.
Delle riforme strutturali, quelle vere che chiedono i soggetti sociali in lotta, nemmeno a parlare. E’ il capitalismo, bellezza.

Un ultimo flash dal Venezuela.
Chavez, citato dall’informazione nostrana soltanto quando si devono ribaltare le notizie denunciando la morte di uno studente che poi si è rivelato essere un sostenitore della rivoluzione ucciso dai “democratici” universitari anti-governativi, è intervenuto pochi giorni fa per parlare del banche del Paese.
“Rivolgo un monito – ha detto – a tutti i banchieri privati del Paese che fanno affari con i soldi del popolo invece di dare crediti ai più poveri: potrei togliervi le banche di qualsiasi dimensioni esse siano: non m’importa niente“.