Il cardinal Carlo Caffarra diffida dal promuovere i matrimoni tra gay

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Il cardinale Carlo Caffarra

Il cardinale e arcivescovo di Bologna Carlo Caffara ha reso pubblica quest’oggi una nota sul tema dei matrimoni e delle unioni omosessuali. Dare via libera all’unione matrimoniale tra persone dello stesso sesso sarebbe «una conseguenza devastante» per la società.

Il cardinale attacca gli uomini politici che si definiscono cattolici e si spendono per “legalizzare” i matrimoni tra gay.

Proprio un mese fa, come già trattato da Newnotizie, l’Arcigay aveva siglato una sorta di accordo con il Comune di Bologna; Flavio Delbono si è visto costretto in più occasioni a rifiutare il consenso al matrimonio tra omosessuali ma l’ha fatto a malincuore.
La presa di posizione del sindaco di Bologna non è evidentemente piaciuta a tutti. Caffara ha atteso un mese per passare al contrattacco: «È impossibile ritenersi cattolici se in un modo o nell’altro si riconosce il diritto al matrimonio fra persone dello stesso sesso. La responsabilità più grave è di chi propone l’introduzione nel nostro ordinamento giuridico della suddetta equiparazione, o vota a favore in Parlamento di una tale legge. È questo un atto pubblicamente e gravemente immorale. Il credente ha il grave dovere di una piena coerenza fra ciò che crede e ciò che pensa e propone a riguardo del bene comune. È impossibile fare coabitare nella propria coscienza e la fede cattolica e il sostegno alla equiparazione fra unioni omosessuali e matrimonio: i due si contraddicono. I conviventi omosessuali possono sempre ricorrere, come ogni cittadino, al diritto comune per tutelare diritti o interessi nati dalla loro convivenza. La cosa non è in questione».

Il cardinale analizza la questione partendo dalla crisi odierna del matrimonio. La perdita dell’importanza di questo valore cristiano è, a suo avviso, da ascriversi anche al riconoscimento delle coppie omosessuali. Tale realtà oscurerebbe il valore del matrimonio sia da un punto di vista religioso ma anche da un punto di vista sociale.

«La società deve la sua sopravvivenza non alle unioni omosessuali, ma alla famiglia fondata sul matrimonio».

Valeria Panzeri