Mario Draghi e Abi: (piccola) polemica sulle commissioni bancarie

ULTIMO AGGIORNAMENTO 19:39

Ritornano di attualità le tanto odiate (dai correntisti) commissioni bancarie sui conti correnti. Il governatore della Banca D’Italia Mario Draghi intervenendo al congresso Atic-Forex in corso a Napoli, ha ribadito la necessità di maggiore trasparenza su bonus dei manager, commissioni bancarie e tassi dei mutui. In particolare per quanto riguarda le commissioni, Draghi, riportando i risultati di una indagine realizzata dall’istituto bancario centrale, ha evidenziato che “la varietà di nuove commissioni rende difficile per i clienti confrontare le diverse offerte: occorre che la loro struttura venga drasticamente semplificata“, annunciando che sarà fatta richiesta al governo per un intervento legislativo mirato a far esprimere gli oneri con chiarezza in modo tale “che tutti in clienti possano fare un confronto tra le diverse banche“. Un pensiero tecnico che in termini semplici si può tradurre in questo modo: il governo dovrà fare una legge affinchè le banche siano semplicemente chiare nella loro offerta, consentendo così alla gente di capire quale sportello convenga e quale no. Un discorso che non fa una piega, semmai stupisce quello che è l’oggetto di questo discorso, ossia la necessità che una legge costringa le banche alla maggiore chiarezza, comportamento che invece dovrebbe essere spontaneo ed espressione di reale attenzione agli interessi del cittadino che ha affidato i suoi soldi all’istituto in questione. Ma evidentemente la gentilezza sta solo nelle pubblicità.

Le parole di Mario Draghi hanno immediatamente provocato la reazione del presidente dell’Abi Corrado Faiassola, per il quale “va bene la maggiore trasparenza e la maggiore semplificazione delle commissioni su affidamenti e scoperti di conto”, ma sarebbe auspicabile che ciò non avvenga attraverso un intervento legislativo del governo, ma mediante “una autoregolamentazione confortata dall’Antitrust, e interventi in materia di trasparenza che la Banca d’Italia ha già adottato. Quindi, strumenti regolamentari.” In poche parole quindi secondo l’Abi le banche sapranno darsi delle regole, grazie anche alla collaborazione con l’antitrust, per garantire una maggiore chiarezza sulle commissioni. Bisogna quindi avere fiducia.

Sono anni che si parla di maggiore chiarezza sulle commissioni bancarie e il risultato di questo dibattito sono le tante e nuove particolari voci che compaiono sui conti correnti. Forse sarebbe il caso che in questo dibattito che fine a se stesso, intervenisse finalmente la politica stabilendo chiaramente quali debbano essere le regole e che poi si procedesse alla loro attuazione, invece di lasciare a chi deve essere contrallato il potere di controllare.
Ma la politica è evidentemente impegnata su cose più importanti.

Enzo Lecci

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