Nuova operazione Guardia di Finanza, Uncino contro la Pirateria

Guardia di FinanzaDopo due anni di indagini che hanno visto impegnate ben 6 Procure italiane, si è arrivati al sequestro di circa 200.000 opere protette dal diritto d’autore, multe per 23 milioni di euro, due denunce per detenzione di materiale pedopornografico e contravvenzioni a 38 consumatori per un valore di 5.800 euro.

Proprio quest’ultimo punto assume una rilevanza particolare, visto che è la prima volta che vengono multati gli acquirenti in ottemperanza degli artt. 174 bis e ter della Legge 633 del 1941.

All’operazione Uncino hanno contribuito anche la Business Software Alliance, la Federazione Anti Pirateria Audiovisiva (FAPAV) e la Federazione contro la Pirateria Musicale (FPM).

Molte delle opere oggetto del sequestro erano scaricate dai canali P2P e poi masterizzate, pronte per essere immesse nel mercato illegale. Per ordinare file, musica, programmi e film si utilizzavano email crittografate e connessioni mobile, per una maggiore sicurezza.

La locuzione pirateria informatica (o pirateria) indica illeciti di varia natura perpetrati tramite l’utilizzo improprio di applicazioni, software e/o reti informatiche.

I dententori di diritti d’autore utilizzano sovente la stessa locuzione come sinonimo di “copia vietata”.

Alcune delle azioni configuranti pirateria (perseguita in molti paesi, ma non in tutti) derivano da uso improprio del
diritto di utilizzare il software secondo le condizioni alle quali è stato rilasciato dall’autore o dal detentore dei
diritti economici di sfruttamento dell’opera (a volte racchiuse in una licenza d’uso).

La forma di perseguibilità giuridica varia a seconda delle legislazioni, è stata oggetto di considerazione dell’Unione
Europea e sono stati stipulati trattati internazionali in argomento.

Riccardo Basile