Home Cultura

Spazio, la Nasa lancia SDO, il nuovo osservatore solare

CONDIVIDI

E’ stato lanciato l’11 febbraio dal Kennedy Space Center di Cape Canaveral, in Florida, dalla Nasa l’osservatore solare SDO (Solar Dynamic Observatory), un nuovo telescopio dedicato interamente allo studio del nostro sole. Questo osservatorio è l’apparecchiatura più avanzata dal punto di vista tecnologico finora costruita per studiare l’attività solare ed il suo lancio a bordo di un razzo Atlas V era stato inizialmente programmato per il dieci (finestra di lancio dalle 16.26 alle 17.26 ora italiana), per poi essere rimandato di circa 24 ore  a causa dei venti forti nel sito di lancio.

Dean Pesnell, SDO Project scientist al centro NASA Goddard Space Flight Center spiega come il Sole cambi ogni volta che noi lo guardiamo e come non sia mai lo stesso; gli scienziati tramite questo osservatorio confidano di raccogliere dati che aiutino a comprendere i cambiamenti che avvengono nel campo magnetico della nostra stella, la quale presenta un ciclo di circa 11 anni in cui si alternano periodi di minore e maggiore attività.

SDO fornirà un valido aiuto agli studiosi per comprendere la maniera in cui questo campo magnetico si genera e come è strutturato, oltre che i meccanismi con i quali l’energia magnetica è rilasciata nell’eliosfera. Un obiettivo importante è quello di poter creare un modello che possa predire le variazioni solari che incidono in maniera determinante sulla vita terrestre, oltre che sulle missioni spaziali.

A bordo del telescopio spaziale americano ci sono tre strumenti scientifici che fanno fotografie al sole ad otto lunghezze d’onda ogni dieci secondi; dal momento che non ha dispositivi di memorizzazione deve essere sempre in grado di poter inviare i suoi dati alla Terra. Per questo motivo verrà posto in un’orbita geostazionaria, in comunicazione e collegamento costante con la stazione di terra in New Mexico.

SDO raggiungerà la sua orbita e potrà quindi dare inizio alla sua fase di test, per poi iniziare a registrare le prime informazioni in circa due mesi. Per la missione è stata prevista una durata di cinque anni.

Rossella Lalli