Moratti sul caso Pennisi: Non è nuova Tangentopoli

Non ci sta, il sindaco di Milano, Letizia Moratti a incassare passivamente gli anatemi che piovono da tre giorni sulla sua città; sono molti coloro che hanno individuato nell’arresto del consigliere comunale Camillo Milko Pennisi l’alba di una nuova tangentopoli, ma per il primo cittadino questa è una conclusione più che discutibile. Da scartare.

Oggi la realtà di Milano – ha spiegato la Moratti intervenendo all’inaugurazione di un centro polifunzionale di Ponte Lambro – è quella di una città che applica leggi rigorose, le fa rispettare e ha come obiettivo essere al servizio dei cittadini e delle imprese. Rispetto agli anni ‘90 sono momenti e periodi diversi, ogni similitudine – ha ribadito il sindaco – è da scartare“.

Intanto lei rinnova il suo invito a Pennisi a rassegnare le dimissioni anche dall’incarico comunale, ma per il momento l’ex presidente della Commissione Urbanistica – “pizzicato” giovedì sera con una mazzetta di 5 mila euro addosso – si limita a trasmettere, attraverso il suo avvocato, solo l’intenzione di autosospendersi dal gruppo consiliare del Pdl.

La notizia dell’arresto di Milko Pennisi ha sconvolto l’intera città e creato scompiglio e disagio in tutta la classe politica locale. A partire dagli ex colleghi che, al di là della solidarietà umana, non hanno voluto (o potuto) manifestare alcuna “comprensione” nei confronti del consigliere comunale.

“Chiaramente – ha detto Giulio Gallera, capogruppo Pdl a Milano e conoscente di vecchia data di Pennisi – siamo tutti sotto choc per la vicenda, ma anche determinati a dimostrare che si è trattato di un caso isolato. La maggioranza è compatta, in buona salute e determinata a dimostrare la propria voglia di continuare a lavorare bene”.

Non è dello stesso avviso Pierfrancesco Majorino, capogruppo del Pd. “Il caso Pennisi – ha commentato – è un macigno. Ora tutto cambia. Ci troviamo di fronte a un singolo atto di un individuo o a un sistema? La prima ipotesi è difficile da credere – ha proseguito Majorino – c’è una questione morale grande come una casa, come dimostrano il crac della Zincar, la condanna della corte dei Conti sulla riorganizzazione del Comune, le ombre sull’Ortomercato. Non si può pretendere che discutiamo del Pgt (Piano di governo del territorio, di competenza della Commissione presieduta da Pennisi, ndr) come se la situazione fosse normale, perché non lo è”.

Gli fa eco, Sergio Piffari, coordinatore regionale dell’Idv: “L’arresto del consigliere del Pdl – ha detto – getta molte ombre sulla giunta Moratti, specialmente in merito al Pgt e alle sue non scelte sulla gestione e sul controllo sui fondi Expo 2015“.

Lunedì il sindaco Moratti riferirà in Consiglio sulla vicenda, ma sempre più fondati si fanno i timori di quanti prevedono che l’approvazione del Piano urbanistico – che dovrebbe essere raggiunta entro la fine di marzo – subirà inevitabili conseguenze dopo l’incidente Pennisi.

Intanto, alla vigilia della riunione, le polemiche non mancano: il Pd richiede la presidenza della Commissione Urbanistica che fu del consigliere arrestato, ma il Pdl non concede aperture. “Martedì – ha precisato ancora Giulio Gallera – eleggeremo un nuovo presidente, sarà una persona di grande autorevolezza, ma credo che debba essere in linea con chi governa la città”.

Maria Saporito