Tra due settimane un’altra Tangentopoli, ma in piccolo

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:40

E’ questa l’impressione che si ha a dar retta alle voci che circolanoalla Procura di Milano. I documenti trovati fanno presupporre, piuttosto compiutamente che, Milko Pennisi ( Pdl) il presidente della commissione urbanistica di Milano arrestato poci giorni fa, sia solo una parte di un sistema, così come Mario Basso, l’imprenditore che l’ha fatto arrestare, in accordo con la GdF, tendendogli una trappola che ha permesso di coglierlo con le mani nel sacco.

In questo senso le posizioni di politici e giornalisti partono dall’incredulità di Giuseppe Cruciani che a Radio 24, durante il  programma “La Zanzara“, che conduce quotidianamente, si chiede più volte come “cavolo” si può pensare di farla franca, con un sistema come quello adottato da “Milko” ( 5000 euro in un pacchetto di sigarette per intenderci), aggiungendo poi che se proprio uno vuole rubare, lo fa per una cifra di molto superiore; ciò lo porta a concludere che tutta questa situazione sia sostanzialmente assurda, difficile dargli torto.

Proseguendo, appena qualcuno ha tirato fuori la “parola “Tangentopoli” ,  Letizia Moratti si è affrettata a smentire un possibile “A volte ritornano”, ma nel contempo ha chiesto con forza a Pennisi di dimettersi da ogni incarico comunale. Altri invece sostengono che questa non sia mai finita ( e che quindi non debba nemmeno ritornare ), ma semplicemente le cifre che girano ora sarebbero di molto inferiori a quelle trovate dal “Pool  mani pulite” del quale uomo di punta era Antonio Di Pietro, ora leader dell IDV. 

E così, tra un Gasparri, che dice “Se ci sono persone che sbagliano,vanno punite ” e  un Corsaro vice coordinatore lombardo pdl che si preoccupa del fatto che in ”  un uso della giustizia a volte politicizzato nei confronti del Presidente del consiglio, si possa celare l’idea di qualcuno di una legittimazione.” e che ” invece  non legittima nessuno a livello amministrativo, periferico, a sentirsi impunito per dire che ha subito un attacco politico. I comportamenti sono personali” Pennisi si è dimesso davvero, ma nonostante tutto respinge le accuse di aver incassato altre tangenti,  anche se  le cifre sembrano dire il contrario. “sono regali del mio vecchio padre” ha sostenuto lo sfortunato consigliere, padre che però non sembra avere troppa disponibilità economica e che, tra l’altro, vive in Brasile.

I pm di Milano comunque, hanno avvisato pubblicamente chiunque fosse coinvolto in questo giro di mazzette che sarebbe molto meglio si facessero vedere loro in procura, soprattutto perchè, nel caso eventuali tangenti fossero state elargite su richiesta, non rischierebbero assolutamente nulla. In caso contrario, tempo un paio di settimane e saranno gli stessi pm ad andarli a prendere direttamente nello loro aziende e, il fatto di non essersi fatti vedere prima, ovviamente andrebbe a danno della buona fede di chi verrà indagato. Uomo avvisato..

A.S.