Binetti lascia il Partito Democratico: reazioni contrastanti

Paola Binetti

Avevamo già trattato in un articolo le divisioni interne al Partito Democratico, conseguenti all’appoggio di Emma Bonino per le regionali del Lazio. Tra le reazioni più dure per il sostegno alla candidata radicale si era segnalata quella di Paola Binetti, componente di spicco della frangia più fortemente cattolica del Pd, la quale aveva detto di non poter condividere l’appoggio ad una donna come la Bonino, che si è sempre distinta negli anni per diverse campagne sui diritti civili piuttosto invise ai cattolici: su tutte le storiche battaglie per l’aborto e il divorzio. Ora la Binetti ha definitivamente deciso: lascia il Pd.

Il preannunciato addio è stato ufficializzato dalla stessa Binetti, la quale ha commentato di non poter condividere la “deriva zapaterista” del Partito Democratico, per lei sublimatasi proprio nella candidatura di Emma Bonino. “Non posso restare con Emma Bonino – ha aggiunto – Ho aspettato un segnale dal partito, ma Pannella ha dato l’alt a Ceccanti, il democratico cattolico che avrebbe dovuto scrivere il programma elettorale con la Bonino”. Il giorno dell’annuncio non è stato casuale: proprio ieri, infatti, si festeggiavano gli 80 anni della sezione femminile dell’Opus Dei, la discussa organizzazione cattolica integralista da cui la Binetti proviene.

Prevedibili le reazioni della trojka di partito, che con l’addio della Binetti vede perdere non pochi voti dell’elettorato cattolico. Bersani si è dichiarato “dispiaciuto davvero, più delle altre volte – riferendosi ad altri abbandoni illustri, come quello di Rutelli – ma non posso condividere le sue motivazioni”; stessa reazione costernata anche da parte di Franceschini, Gentiloni, Letta e Parisi. Più critica la Bindi, che ha commentato: “Nel Pd non si sta come in un condominio, bisogna fare la fatica di incontrare le idee degli altri”.

E se da una parte i vertici di partito si arrabattano per ostentare davanti al Vaticano e all’Opus Dei il loro dispiacere per la “dipartita” politica della Binetti, l’altra anima del partito, quella che parte dal basso, non stenta a mostrare il suo entusiasmo per la notizia. Su facebook il gruppo “Fuori Binetti dal Pd” conta 8.364 iscritti, e pare destinato a crescere. Al contrario, la fan-page della deputata conta solo 258 iscritti.

Tra i numerosi commenti giunti da internet alla notizia risulta esemplificativo quello di un anonimo blogger, il quale ha scritto: “Era ora che ti levassi dai piedi! Ma perché, perché ci hai messo tanto? Ora che hai tolto il disturbo, posso forse anche prendere in considerazione l’idea di votare Pd“. Commento che mostra a chiare lettere il pensiero dell’anima più popolare del partito, quella di sinistra, che non aveva mai digerito appieno l’inclusione della Binetti nel partito, giunta dopo un’imposizione di Francesco Rutelli.

La Binetti ha dichiarato di entrare a far parte dell’Udc (e non, come ci si sarebbe potuto aspettare, dell’Api del suo primo sponsor Rutelli), portando così sostegno ad un partito in cui la sua presenza sembra essere più coerente e sensata. Il Pd, dal canto suo, perde un pò di elettorato cattolico, ma – come evidente anche dal commento di cui sopra – portando avanti la sua posizione sulla Bonino sembra riavvicinare il suo elettorato classico, da cui proviene e su cui ha fondato le sue basi: quello di eredità riformista e post-comunista. Forse davvero, una volta tanto, il Pd sta facendo “qualcosa di sinistra”.

Roberto Del Bove