Sei milioni di euro all’Ospedale Civile di S.Benedetto del Tronto

Buone notizie per l’Ospedale civile di S.Benedetto del Tronto, per la sua ristrutturazione infatti, sono stati stanziati 6 milioni di euro, che serviranno alla messa in sicurezza di “Madonna del Soccorso”, a potenziare Neurologia ed Ortopedia, ad acquistare un secondo elicottero da mettere a disposizione dei malati gravi.

Lo ha annunciato lo scorso 12 febbraio, il dirigente del Servizio Salute della Regione Marche Carmine Ruta, durante la conferenza dei sindaci dell’Asur12, in presenza del sindaco Gaspari e dei primi cittadini dei comuni di Acquaviva, Carassai, Cossignano, Grottammare, Montalto, Montefiore e Ripatransone, nonché del commissario straordinario dell’Asur12 Massimo Esposito.

I 6 milioni di euro sono l’ultima rata dei 13 milioni già arrivati in Riviera, per affrontare il rinnovamento del reparto di emergenza e per la messa a norma strutturale del nosocomio.

L’arrivo del denaro porta un’altra buona notizia, ossia la costituzione del reparto neurochirurgia di “Madonna del Soccorso”.

«Un traguardo che inseguivamo da anni – commenta Gaspari – per il raggiungimento del quale dobbiamo ringraziare la determinazione e la caparbietà di Ruta e del presidente Spacca».

«Con Neurochirurgia – afferma poi Ruta – abbiamo finalmente dato all’ospedale di San Benedetto quella vocazione ai servizi sanitari d’emergenza indispensabili per una città turistica».

Il dott. Ruta assicura poi che la Regione potenzierà anche il servizio di eliambulanza, attraverso l’acquisto di un altro elicottero oltre a quello già presente. Si tratterebbe di un mezzo di ultima generazione, dotato di tutti i più recenti strumenti medici, per questo si sta cercando una zona adatta all’atterraggio ed al decollo dei veicoli.

In vista dell’ ampliamento Gaspari chiede inoltre «uno sforzo culturale affinché non si creino gelosie tra gli ospedali di San Benedetto e Ascoli. Stando alle disposizioni della Regione ogni nosocomio avrà le sue specializzazioni e le due strutture dovranno lavorare sinergicamente. Solo così i cittadini troveranno nel loro territorio tutti i servizi sanitari di cui hanno bisogno senza recarsi altrove».

g.