Gheddafi: cancellate la Svizzera e porte chiuse agli europei

Tripoli non rilascerà più visti per i cittadini dell’area Schengen e non  saranno ammessi quelli in arrivo. Le autorità libiche hanno reso noto che da domenica non sarà più possibile per gli europei entrare nel Paese, nemmeno per quelli attualmente i viaggio. Al momento sono già stati rimandati indietro tre italiani, nove portoghesi, un francese e un altro cittadino europeo proveniente dal Cairo.

Il direttore dell’ufficio europeo dell’ufficio Alitalia di Tripoli, Gianluca Della Torre, ha dichiarato di “temere maggiori restrizioni già a partire dal prossimo volo, quello delle 24 e 45”. Secondo quanto trapelato, all’arrivo in aeroporto vengono fatti scendere dai mezzi prima i cittadini non europei, questi ultimi, invece, vegono fermati al controllo passaporti. Qui, nella maggior parte dei casi, i passeggeri vengono rimpatriati dopo lunghe trafile burocratiche.

Secondo alcune fonti sul posto, ai Consoli generali giunti in nottata in aeroporto non è stato consentito di incontrare i propri connazionali in difficoltà, in particolare il console maltese e quello portoghese non sono riusciti ad avere un contatto diretti con i connazionali.

La ritorsione, che doveva riguardare soltanto la Svizzera, “colpevole” di aver intensificato i controlli aeroportuali per i Paesi non inclusi nell’area Schengen, si è allargata quindi a macchia d’olio a causa dell’adesione di tutta l’area Schengen alle disposizioni elvetiche. Probabilmente, comunque, la motivazione reale della disposizione non ha nulla a che vedere con il traffico aereo, ma riaguarderebbe la vita privata di Gheddafi. La scorsa estate, infatti, il figlio del dittatore libico, Hannibal Gheddafi, era stato arrestato in Svizzera insieme a sua moglie con l’accusa di molestie e lesioni al personale di un Hotel. Prontamente sono arrivate le scuse, peraltro immotivate, del presidente svizzero Hans-Rudolf Merz, che si è recato personalmete in Libia. Probabilmente però Gheddafi senior non si è sentito soddisfatto, vista la richiesta di cancellazione della Svizzera come entità politica e geografica avanzata successivamente.

Simone Cruso