Milano: cacciata dai residenti la fiaccolata del PdL

Questo pomeriggio, intorno alle 18, una settantina di persone hanno preso parte alla fiaccolata di protesta organizzata dal Popolo delle Libertà, non autorizzata dalla Questura, a Via Padova a Milano, teatro di alcuni scontri etnici fra stranieri in seguito all’omicidio di Aziz El Saied, un giovane ragazzo egiziano.
Il breve corteo, scortato da un ingente numero di forze dell’ordine in assetto antisommossa, ha attraversato il quartiere scandendo slogan contro gli immigrati, mentre alcuni partecipanti hanno lanciato alcune fiaccole contro negozi arabi.

Secondo alcuni presenti, i manifestanti, interamente giunti da altre zone della città, avrebbe intonato anche alcuni cori fascisti, scatenando le proteste di alcuni gruppi di immigrati, tenuti a distanza dalle forze dell’ordine.
Alcuni residenti, inoltre, sono scesi in strada per contestare apertamente la fiaccolata dei militanti pidiellini, con cui si sono fronteggiati duramente fino all’arrivo della Polizia che ha diviso i due gruppi.

Successivamente si è formato un corteo spontaneo, composto di italiani, africani e latinoamericani, che ha protestato contro la manifestazione del PdL, lanciando per domani alle 18 una assemblea antirazzista dei cittadini della zona per decidere come reagire agli avvenimenti degli ultimi giorni.
Si infiamma sempre più, intanto, la polemica politica legata alle gestione dei quartieri periferici, abitati da italiani e stranieri, sempre più abbandonati al loro destino.

“L’integrazione – ha detto Romano La Russa, europarlamentare del PdL presente alla fiaccolata – è una cosa che deve avvenire da ambo le parti. Milano non può e non deve essere una seconda Rosarno. Quello che è successo l’altra sera in via Padova non è ammissibile”.
“Chi sa governare il territorio – ha replicato, in linea con le dichiarazioni di Bersani, Maurizio Martina, segretario regionale del Partito Democratico – non ha bisogno di fiaccolate inutili. La strategia alimentata in questi anni da Pdl e Lega è stata tutta solo propagandistica. […] La condizione di insicurezza nella quale versano diverse zone della città di Milano è lì a dimostrare concretamente l’inefficacia delle troppe parole al vento spese dal loro schieramento”.

Duro anche l’intervento di Vittorio Agnoletto, candidato alle prossime elezioni regionali di marzo per la Federazione della Sinistra.
“L’assenza di politiche d’integrazione guidate e pianificate – ha detto – è l’altra faccia di scelte speculative che hanno reso invivibili interi quartieri della città abbandonati a se stessi, dove vivono i milanesi più poveri e si concentrano gli immigrati, mentre la giunta milanese si è concentrata solo sul centro di Milano da trasformare in un salotto e sull’Expo; e quella lombarda sulla costruzione di una reggia per il governatore Formigoni, costata 500 milioni sottratti alle case popolari e con tanto di eliporto”.

Mattia Nesti