Milano, la politica si divide sugli scontri di via Padova

“Abbiamo concordato con il presidente Berlusconi e il ministro Maroni un rinforzo di uomini: il primo contingente arriverà nei prossimi giorni”. Con queste parole il sindaco di Milano, Letizia Moratti tenta di ripristinare l’ordine e la tranquillità nella città sconvolta dagli scontri di due giorni fa in via Padova.

Per il primo cittadino milanese la guerriglia urbana che si è consumata tra giovani egiziani e sudamericani non può essere paragonata alla situazione delle banlieu parigine, ma rappresenta piuttosto “il fallimento della politica dei governi di centrosinistra che hanno sempre avuto un’immigrazione facile, senza pensare alle conseguenze di un’immigrazione che da 3.000 negli anni ’80 è passata a 400.000 nella sola provincia di Milano”.

 “Adesso – ha rassicurato il sindaco di Mialno – con le nuove norme e con il pacchetto sicurezza sicuramente riusciremo a far fronte meglio.  All’insegna della tolleranza zero per chi non rispetta le nostre leggi, ma anche – ha precisato la Moratti – dell’integrazione e rispetto per chi le rispetta”.

Quinidi si difende dalle accuse dei residenti di via Padova che lamentano di essere stati abbandonati. “Non è vero – ha risposto la Moratti – che abbiamo lasciato soli i cittadini. La linea dura del Comune va avanti da anni. Abbiamo presidi di polizia locale, i militari, le forze dell’ordine, 20 telecamere che coprono tutta la zona e due security point“. Resta dunque da capire come mai un così imponente sistema di sicurezza non sia intervenuto nel corso delle colluttazioni tra i cittadini extracomunitari che hanno portato alla morte di un 19enne.

Al di là delle nuove misure promesse dal sindaco ( in accordo con la prefettura e la presidenza del Consiglio dei ministri), restano comunque le immancabili polemiche tra le varie parti politiche. Dopo le severe esternazioni del segretario del Pd, Pier Luigi Bersani e l’estrema proposta avanzata dal leghista Matteo Salvini, si registra infatti un numero elevato di commenti politicamente trasversali sulla violenza che ha sconvolto Milano.

“Si tratta di episodi intollerabili – ha chiosato il governatore della Lombardia, Roberto Formigoni – le leggi vanno rispettate da tutti, soprattutto da chi è ospite nel nostro Paese. Sono certo che le forze dell’ordine saranno in grado di assicurare tutti i responsabili alla giustizia. Costoro andranno giudicati con il massimo della rapidità, puniti con severità anche fino all’espulsione. Ma si tratta – ha precisato Formigoni – di episodi singoli e non di una situazione generalizzata. La sinistra smetta di strumentalizzare: la politica di apertura indiscriminata è stata realizzata in Italia dai governi di sinistra e in particolare dall’ultimo governo Prodi. La politica di rigore è invece la caratteristica del governo di centrodestra”.

Parole che ben si “sposano” con quelle scandite dal ministro per la Semplificazione, Roberto Calderoli. “Questa è la pesante eredità – ha spiegato – che paghiamo per la sbagliata politica della sinistra, la politica delle porte aperte per tutti, pertanto Bersani deve stare zitto e fare mea culpa. La Lega da sempre sostiene che in materia di immigrazione la quantità e la qualità ed il loro controllo, sono essenziali. Gli incidenti di Milano – ha continuato il ministro del Carroccio – sono un segnale del rischio di possibili nuove banlieu come successo in Francia. Questo governo è riuscito a impedire gli ingressi e le partenze verso il nostro Paese di irregolari, ora dovremo occuparci di tutti gli irregolari che, grazie al Pd e a Bersani – ha concluso Calderoli – sono purtroppo già presenti sul nostro territorio e verso di loro ci dovrà essere una politica di tolleranza zero“.

Di diverso tenore il commento di Filippo Penati, segretario regionale del Pd candidato alla presidenza della Regione. “La Moratti – ha detto – non ha il coraggio delle proprie azioni: troppo comodo fare dichiarazioni, peraltro strampalate ai Tg e poi nascondersi ai cittadini. Perchè oggi (ieri per chi legge, ndr) non si è fatta vedere a via Padova? Sono anni – ha continuato Penati – che la destra e la Lega mostrano i muscoli e sono anni che le cose peggiorano: niente integrazione, niente sicurezza, solo tanta tanta propaganda grazie allo strapotere mediatico di cui gode la destra che trasforma le promesse in fatti. Fatti come quelli di ieri a Milano”.

Punta l’indice contro l’insidiosa propaganda anche il portavoce dell’Idv, Leoluca Orlando. “Fino a quando si utilizzeranno gli immigrati come un argomento di propaganda – ha detto – non riusciremo mai a creare vere politiche d’integrazione“.

Gli scontri tra gli immigrati a Milano, insomma, sembra abbiano fornito un nuovo argomento di dibattito in campagna elettorale e rischiano di rimanere un segnale di rischio inascoltato a causa della miopia degli amministratori. Sia a livello locale che nazionale.

Maria Saporito