Nell’anniversario della morte di Hariri, il Libano tende una mano alla Siria

Rafiq Hariri

Nel quinto anniversario della morte dell’ex primo ministro libanese Rafiq Hariri, il figlio del leader assassinato e altri importanti esponenti della società libanese hanno dichiarato la propria dispobilità a collaborare con la Siria.

Nella piazza dell’Indipendenza di Beirut, Saad Hariri, presidente del Paese  si è rivolto alle mille di persone lì riunite. “Per la quinta volta- ha detto Hariri- mi dirigo a voi per ricordare il mio impegno di continuare a difendere il Libano, l’arabismo, l’indipendenza, la libertà e tutti i principi per i quali morirono mio padre e i suoi compagni“.

Dopo il suo intervento, altri membri del Parlamento hanno ricordato al presidente siriano, Bachar el-Sadat, l’importanza delle pace e della stabilità per i due paesi. Nessuno degli esponenti del gruppo sciita Hezbollah si è presentato all’evento.

Le parole di collaborazione dei leader siriani rivestono grande importanza pronunciate nell’anniversario dell’attentato nel quale persono la vita Rafiq Hariri e altre 21 persone. Il 14 febbraio del 2005 il convoglio ufficiale nel quale viaggiava il primo ministro saltò in aria per un’esplosione. Nasra y Jihad, un oscuro gruppo terrorista siriano rivendicò l’attentato. In seguito all’attentato, l’esercito siriano, che esercitava in Libano un controllo di fatto , fu costretto ad abbandonare il paese dopo tre decenni.

Annastella Palasciano