Parla la fidanzata del prete killer

ULTIMO AGGIORNAMENTO 15:34

La “fidanzata” di don Giorgio Panini si confida a “Studio Aperto” e dice tutto in merito alla sua relazione con il sacerdote di Vignola, nel Modenese, che la vigilia di Natale ha massacrato la famiglia che lo ospitava.

Don Giorgio Panini ha ucciso Sergio Manfredini all’improvviso, con una ferocia inaudita. Per quale motivo? Come se lo spiega?
Per me è questione di interessi economici. A questo punto io credo, dopo quello che si dice di questo patrimonio, di questi immensi conti, di questi quantitativi di conti correnti, l’unica ragione credo sia un diverbio sfociato poi in un massacro allucinante e crudele. Ma solo ed esclusivamente per atti economici. Poi vai a capire come facessero ad avere tutto questo denaro.

Cosa ha detto ai medici e ai carabinieri presentandosi in ospedale dove don Giorgio era ricoverato dopo il delitto?
La verità: “Sono la donna di don Giorgio”. Mi presentai in questo modo e venni fermata dai carabinieri e lì cominciarono le prime domande.

Quando vi siete visti, in ospedale, che cosa ha detto lui? Come ha giustificato questo omicidio, questo massacro?
Lui mi ha abbracciata, mi ha baciata, ma non ha voluto parlare della cosa.

Quando si è resa conto che Don Giorgio aveva questo patrimonio che cosa ha pensato, che cosa ha detto?
Io gli dissi: quasi quasi mi faccio prete anche io! Come hai fatto? Per me era già tantissimo avere immobili… Gli chiesi: ma sei così ricco di famiglia? Lui disse di no: “Ho cominciato tanti anni fa a giocare in Borsa, gioco in Borsa”.

Che cosa era cambiato nella vita di don Giorgio, perché le cose con il socio in affari non andavano più bene?
C’erano situazioni che erano cambiate. Nella vita di don Giorgio Panini ero entrata io, per cui lui, nascendo questo sentimento, si decise a prendere un immobile per vivere insieme. Quindi la sua intenzione era quella di lasciare la casa di Manfredini e di vivere assieme a me e a mio figlio in una bella villa, sontuosa, meravigliosa…

Si parla di lui come di un Dongiovanni.
Mi parlarono malissimo di don Giorgio, dicendo che era un Dongiovanni, che faceva regali a destra e a sinistra, che aveva avuto diverse donne…
Com’è il corteggiamento di un sacerdote? Immaginiamo anche la sua incredulità.
Io quando andai da lui francamente non avrei mai creduto. Per me è stato qualcosa che subito ho rigettato per due mesi. io non volevo assolutamente, mi sentivo anche imbarazzata dal suo corteggiamento o dal suo dirmi mi sono innamorato di te. Quindi i suoi abbracci per me erano imbarazzanti, anche se il suo corteggiamento era molto emozionante. Quindi gestire una cosa del genere per due mesi non è stato facile. E quindi piano piano dall’abbraccio, un bacio sulla guancia che poi è scivolato sulle labbra… Così è nata questa cosa.

Volevate andare vivere insieme, voleva provvedere a lei?
Provvedere non è il termine giusto. Per provvedere non vai a comprare una villa per vivere insieme a una persona, una villa da 550-600mila euro. Quindi, non è che stesse facendo beneficenza: è un altro tipo di rapporto che voleva vivere, voleva vivere assieme a me e a mio figlio.

Da quando non c’è più lui, lei è nei guai?
Economicamente sono nei guai, spiritualmente sono convinta che prima o poi lui dirà la verità: se è un vero uomo deve dire la verità.

Ma quali sono le armi di seduzione che un sacerdote utilizza?
Non ci si crede che sia un prete, e soprattutto che possa atteggiarsi in questo modo. E in effetti io dicevo: “Ma don, ma no, non si può… assolutamente… Ma sei un prete, sei un prete”. E lui rispondeva: “Amare è una cosa di Dio, è una cosa bella. Per me tu sei il mio angelo”.

Don Giorgio aveva avuto altre relazioni in passato?
Che io sappia no. O meglio, io so che lui ebbe una relazione proprio mentre era in seminario e che durò anche dopo, per altri due anni. Mi ha confessato soltanto questa cosa.