In coma per un’appendicite


E’ mai possibile diventare un vegetale all’età di sedici anni, età in cui si è invece pieni di gioia di vivere?
Sì, lo è. E’ successo a Sara, adolescente di Torrevecchia Pia nel Pavese, operata per una banalissima appendicite. Dapprima un’odissea da un ospedale all’altro, poi la diagnosi: appendicite. L’intervento e i successivi problemi respiratori. Infine, la risposta dei medici: il ritorno allo stato di coscienza è possibile solo con un miracolo.

Sara si era recata al pronto soccorso del San Matteo di Pavia il 10 febbraio scorso, a causa di forti dolori e vomito. Le avevano diagnosticato una cistite e l’avevano dimessa l’11. Il giorno seguente i genitori l’avevano portata all’ospedale di Vizzolo, dove è stata ricoverata in pediatria e dove in medici avevano deciso di sottoporla ad un intervento di appendicectomia due giorni dopo. Sevgliatasi dall’operazione, la sedicenne pavese ha avuto un’ulteriore crisi di vomito che le ha provocato una crisi respiratoria così forte da indurre i medici di Vizzolo a chiedere l’intervento dell’équipe medica del San Gerardo di Monza. Giunti a Vizzolo, i medici del San gerardo hanno tentato, così, di salvare la ragazza con la rianimazione extracorporea: il cuore ha continuato a pompare, ma il suo cervello ha subito un danno irreversibile. Sara è stata poi trasferita a Monza.
Il 14 febbraio i neurochirurghi del Neurologico Besta di Milano, ai quali l’équipe di Monza si era rivolta per analizzare la situazione, hanno dichiarato che per Sara non c’è niente da fare: l’aspetta una vita vegetativa a meno che non avvenga un miracolo.

I familiari della ragazza hanno presentato un esposto in Procura della Repubblica a Lodi, nel quale il padre ha spiegato l’intera vicenda, dichiarando la propria convinzione di un errore nella diagnosi da parte dei medici dell’ospedale di Vizzoli.

Angela Liuzzi