La prima volta

La prima volta non si scorda mai. Così sarà in questo caso.

La prima volta si è anche parecchio impacciati, non si sa bene dove mettere le mani. Anche adesso, per me, è lo stesso. Il primo editoriale della mia vita, nella testata che ho avuto il piacere di fondare nemmeno quattro mesi fa.

Quattro mesi intensissimi, professionalmente ed umanamente. Quattro mesi che hanno visto il sito crescermi accanto e che hanno fatto sì pensassi, certe volte, di avere a fianco qualcosa di più grande di me. Una testata che – oltre a potersi fregiare dell’essere fonte di Google News – ha visto il proprio bacino d’utenza crescere giorno dopo giorno, fino a raggiungere cifre assolutamente ragguardevoli. Una grossa fortuna: è inutile scrivere senza essere letti.

Molti giungono quotidianamente sul nostro sito alla ricerca di informazioni su Grandi Fratelli vari ed eventuali. Lungi dal voler fare l’apocalittico, mi sono trovato comunque spesso a pensare che non era esattamente la mia ambizione, quella di dirigere una testata che raccolga qualsiasi notizia inerente lo – spesso avvilente – scenario televisivo italiano. Grazie a dio, però, non ci sono solo i reality (chiaramente dico ciò solo per la desiderabilità sociale, io sono un fan del GF).  C’è una redazione appassionata che segue ciò che avviene quotidianamente nella nostra Nazione e all’Estero, o che riporta gli avvenimenti culturali che il Bel Paese ci offre. D’altra parte, si sa, noi si sguazza tra monumenti e chiese.

Spero quindi che anche le teenager / le casalinghe di Voghera / i pettegoli che giungono sul nostro sito alla ricerca di particolari pruriginosi su questo o quell’altro, possano apprezzare tutto quanto il resto. Possano apprezzare la forma di resistenza all’industria culturale mainstream promossa dai Rage Against The Machine, per esempio, o gustare la curiosa candidatura del Papa ai Classical Brit Award (niente di impegnativo, insomma).

Se poi, nei giorni del boom di iMussolini (nostalgica applicazione per iPhone), qualche teenager (o casalinga di Voghera, fate un po’ voi) si indignasse per i continui tentativi di sdoganamento di una delle pagine più nere della storia d’Italia (vedi la vicenda legata al calendario del duce regalato – forse – in campagna elettorale dal consigliere regionale del Lazio Cevoli) sarebbe tutto grasso che cola.

Eppoi, magari, qualcosa cambia.

Rocco Di Vincenzo