L’esordio della Binetti: con l’Udc un grande disegno politico

ULTIMO AGGIORNAMENTO 20:25


Via dal Pd “zapaterista” verso un centro “interessante da esplorare“. L’ex teodem Paola Binetti spiega così ai giornalisti convocati oggi alla Camera dei deputati la nuova destinazione del suo itinerario politico. Spalleggiata dal leader Udc, Pierferdinando Casini e dal presidente, Rocco Buttiglione, la Binetti racconta i sogni e le aspettative della sua “Secon life” partitica.

“Dobbiamo mettere in campo – comincia la “transfuga” democratica – un grande disegno politico che deve essere governato dal centro”; bisogna incoraggiare iniziative politiche “di altissimo respiro” perché “vogliamo dare vita ad un soggetto a due cifre, capace di dare risposte al Paese“.

Quindi torna a guardare al passato, soprattutto a quello più vicino ribadendo che il motivo del suo allontanamento dal partito di Bersani risiede principalmente nella scelta presa dal Pd di sostenere la candidatura di Emma Bonino per la presidenza del Regione Lazio. “Nessuna chiusura al dialogo –  spiega Paola Binetti –  anche con i Radicali, ma questo è ben diverso dal consegnare a loro il governo di una regione importante come il Lazio”.

Poi precisa: “Mi sono commossa per le parole con cui Bersani ha salutato il mio passaggio all’Udc, ma spero che i cattolici del Pd si riapproprino della loro leadership. Nel Pd – aggiunge la neo centrista – c’è una componente di cattolici con cui è stato un onore confrontarsi”.

Nessun rimpianto, dunque, anzi la convinzione di aver intercettato una realtà “attraente con cui collaborare”. Una “realtà” ben rappresentata dal suo leader: Pier Ferdinando Casini. “L’Udc – spiega l’ex presidente della Camera – ha un progetto. Dopo le elezioni regionali chiamerà a raccolta tutte le persone a disagio in questo bipolarismo malato per costruire una casa nuova”.

“Un percorso – aggiunge Casini – destinato a intersecarsi con quelli di Francesco Rutelli e della sua Alleanza per l’Italia, ma anche con altre personalità che ora sono fuori dalla politica attiva. Il nuovo partito  richiederà anche regole nuove, per superare il grande degrado morale; detesto il moralismo- precisa il leader centrista – ma la questione morale esiste”. Un tragitto faticoso, quello delineato da Casini, che – nelle intenzioni del centrista – potrebbe condurre al “congresso costitutivo del nuovo partito” forse entro la fine dell’anno.

Il sogno del “grande centro” potrebbe, dunque, diventare realtà e l’arrivo di Paola Binetti potrebbe rappresentare un passaggio importante per renderlo sempre più vicino e concreto.

Lo spiega bene lo stesso Pierferdinando Casini quando – commentando l’invito che Nicola Zingaretti (presidente della Provincia di Roma) ha rivolto alla Binetti, suggerendole di dimettersi dopo la “defezione” democratica – ammette:”Se funzionasse come vuole Zingaretti, noi saremmo ‘becchi e bastonati’, perché in campagna elettorale a Roma gli elettori mi dicevano che avrebbero voluto votare per noi, ma che votavano per il Pd perché lì c’era Binetti. Adesso che Binetti sta con noi, – ha concluso il leader dell’Udc – dovrebbe dimettersi? No, grazie”.

Maria Saporito