Avvenire con la Binetti contro Bonino. Risponde Bersani


Il direttore di “Avvenire”, Marco Tarquinio, ha pubblicato oggi un agguerrito editoriale contro l’atteggiamento di Pierluigi Bersani, segretario del Partito Democratico, colpevole di aver “accettato senza batter ciglio l’autocandidatura della fedelissima compagna di battaglia anticattolica di Marco Pannella” e di averla esaltata “come “una fuoriclasse”, definendo “ingiusto” il giudizio di chi non riconosce a Bonino la “capacità di interpretare un programma di coalizione”.

“Decidere – si legge sulle colonne del quotidiano – di fare di un simile contributo un “mattone” del muro della casa comune del Pd significa fare una scelta pesante e precisa. Che, infatti, sta producendo contraccolpi, crepe e lacerazioni. Liberi tutti di valutare gli uni e le altre, a maggior ragione chi le subisce. Noi ci siamo permessi di sottolineare che le sottovalutazioni – le sufficienze, appunto – si pagano. E ne restiamo convinti”.
Fin troppo evidente il riferimento al modo in cui Bersani e la direzione dei democratici hanno preso atto delle uscite di Rutelli e della Binetti, nonché di altri esponenti cattolici, senza per questo ritenere necessario una revisione della propria linea politica.

Sull’edizione odierna del quotidiano, inoltre, si può leggere una lettera in cui Bersani giustifica l’atteggiamento tenuto nei cofronti dell’emmoragia di esponenti “teodem” verso Alleanza per l’Italia o l’Udc di Casini.
“Le culture del Pd – spiega il segretario – non possono vivere da separate in casa. Piaccia o no, non e’ questo il nostro progetto. […] Tutte le culture devono via via riconoscersi nei muri portanti della casa comune“.

All’interno del Pd, però, il “caso Binetti” continua a far discutere.
Sembra, infatti, che Enrico Letta si stia muovendo in prima persona per assicurare un incarico nazionale di rilievo a Luigi Bobba, ultimo teodem rimasto nel partito.
E se la Bindi sostiene che “il Pd non vuole regalare i cattolici all’Udc”, tra gli ex popolari c’è anche chi ricorda con un pò di nostalgia i tempi del “maanchismo” veltroniano. “Sono lontanissimo – ha detto Paolo Gentiloni – dalle posizioni della Binetti, ma vorrei un Pd all’americana, capace di far convivere i pro choice e gli anti abortisti, i pacifisti e i favorevoli alla guerra in Irak“.

La Binetti, nel frattempo, è già pronta ad impegnarsi a tempo pieno nella sua nuova avventura con i centristi di Casini: ieri ha annunciato che rifletterà seriamente sulla possibilità di candidarsi come governatrice dell’Umbria per le prossime elezioni regionali di marzo.