Dalai Lama in viaggio verso Washington: incontrerà Obama


Il Dalai Lama Tenzin Gyatso e Barack Obama

Avrà luogo giovedì 18 febbraio l’epocale incontro tra il presidente degli Stati Uniti Barack Obama e il Dalai Lama. Teatro della visita sarà Washington. Il leader spirituale buddista è partito oggi da Dharmsala, sede del governo tibetano in esilio nel nord dell’India, nello Stato dell’Himachal Pradesh. Tale esilio dura dal 1959 e insieme al Dalai Lama vivono nello Stato altri 80mila tibetani. Tenzin Gyatso è il quattordicesimo Dalai Lama della storia. Il suo obiettivo è l’indipendenza del Tibet dalla Cina e per queste ragioni si batte in ogni contesto.

Il leader religioso del Tibet si è detto “felicitato” della possibilità di vedere Obama, sebbene la Cina abbia ‘consigliato’ agli Usa di annullare il colloquio, pena gravi conseguenze sul piano economico e finanziario nei rapporti tra le due grandi potenze mondiali. È bene ricordare che i due Paesi hanno più di una vertenza in sospeso, come la minaccia di Google di lasciare la Cina o la discussione sul dossier del nucleare iraniano. Chissà che questo stravolgimento non cambi le carte in tavola.

Pechino interpreta l’incontro come un concreto riconoscimento, un elogio a continuare nella lotta per l’indipendenza del Tibet, qualcosa che va contro ciò che combatte quotidianamente il governo cinese. Gli Usa divengono così sostenitori, riconoscendo nel Dalai Lama non solo l’autorità religiosa, ma anche quella politica del Paese.

Gli Stati Uniti dal canto loro non vedono nessuna minaccia o negatività nella visita del Dalai Lama, la quale acquista invece un’importante valenza morale in quanto il leader tibetano è visto come difensore dei valori della democrazia e della libertà di un popolo, in contrapposizione all’illegittimità dello Stato tibetano secondo la Cina, sempre pronta a repressioni, dimenticando il rispetto dei diritti umani.

Si tratta di una sfida per Barack Obama. Dovrà giocare la partita molto bene, senza deludere le aspettative dell’opinione pubblica né per quanto riguarda i rapporti esteri degli Stati Uniti, né per quanto concerne le questioni economiche. L’incontro potrebbe costituire una svolta sia per il Presidente americano sia per il leader tibetano, tutto dipenderà da come gli attori in gioco sapranno conciliarsi, per il presente e per il futuro di entrambi i popoli.

Emanuele Ballacci