Grande Fratello 10: Maicol Berti confida le sue paure a Giorgio Ronchini

ULTIMO AGGIORNAMENTO 14:29


L’isolamento nella casa del Grande Fratello può provocare a volte brutti scherzi: estraniazione, perdita di collegamento con quella che è la realtà esterna, strana percezione del rapporto dentro/fuori.

Né sa qualcosa Maicol, che proprio ieri ha manifestato tutti questi sintomi durante un malinconico ( a dir poco) discorso sulle gambe dell’amico Giorgio Ronchini. Oggetto dello sfogo del poco tollerato (dal pubblico di casa) concorrente ferrarese è stato proprio il suo stato d’animo dinanzi al naturale assottigliarsi dei tempi di permanenza all’interno della casa più spiata d’Italia. Il riferimento chiaramente non era rivolto al timore per un eventuale rischio eliminazione, ma proprio alla prospettiva che il gioco si sia avviato oramai verso il rush finale. Sulle gambe in un interessato e molto comprensivo Giorgio, Maicol si è confidato a ruota libera: dalla mancanza per l’assenza dei genitori, alla malinconia per la lontananza degli amici, fino a quello che è il vero cruccio del concorrente di Ferrara: la preventiva nostalgia per la fine del gioco. Su questo punto il ragazzo è stato chiaro: “il fatto che possa finire questa cosa, so che sta per finire ed è imminente” è il motivo principale della propria malinconia. La spiegazione di questo strano rapporto tra lui e quella che a tutti gli effetti è una sorta di reclusione volontaria, starebbe nella paura che determinate certezza acquisiti proprio grazia all’esperienza gf, possano venir meno una volta ritornati all’ambiente quotidiano (e quindi reale). Giorgio, dinanzi a questo abbattimento emotivo, ha quindi cercato di rinvigorire lo spento morale dell’amico, il quale, però, ha continuato a raccontare la sua consapevole paura di abbandonare un tetto sotto al quale aveva trovato il proprio ambiente ideale, superando la sensazione di “inutilità” e di esser quasi fuori posto, proprio della vita di tutti i giorni.

Lo sprone di Giorgio, che l’invita l’amico ad affrontare e a risolvere questa paura, è uno solo: “Io credo in te Maicol”.

E.l.