India, 4 arresti per attacco terroristico a Pune. Un’italiana tra le vittime


L'immagine della devastazione del ristorante "German Bakery" di Pune

La Polizia indiana ha dichiarato di aver tratto in arresto quattro persone, accusate di essere in relazione con l’attentato terroristico verificatosi sabato 13 febbraio contro il ristorante “German Bakery” di Pune. Gli agenti hanno effettuato la cattura dei sospettati in diverse zone del paese: le prime due persone in due quartieri di Pune, mentre le altre due nella vicina città di Aurangabad. Il governo indiano aveva posto sulla testa degli autori dell’attacco una taglia, equivalente a circa 158mila euro.

L’esplosione aveva causato 9 vittime, tra le quali una è di nazionalità italiana. Si tratta di Nadia Macerini, una donna di 37 anni, originaria della provincia di Arezzo, che lavorava a poche centinaia di metri dal locale saltato in aria, e si trovava al suo interno in occasione di una festa per salutare i suoi amici. Lavorava come insegnante di yoga nel centro di meditazione Osho Ashram, luogo in cui si riuniscono i seguaci del guru spirituale Osho Rajneesh.

La donna aveva lasciato gli Stati Uniti, e in particolare New York, per l’India, in seguito all’attentato dell’11 settembre 2001 alle Torri Gemelle. “Aveva realizzato il suo sogno – spiega la sorella Cinzia – Chiamava l’India la sua seconda famiglia”, la sua unica paura era il terrorismo. “Stava bene ed era tranquilla – chiude Cinzia, riferendosi alla sorella che amava girare il mondo – Si sentiva felice”. Finché una bomba non l’ha uccisa nel ristorante dove stava pranzando con i suoi amici.

La famiglia della vittima ha richiesto il rientro della salma, anche se ancora non si conoscono le procedure necessarie perché tale rimpatrio avvenga. In ogni caso, l’intera famiglia Macerini si è trincerata nella palazzina dove vivono i genitori. Antonio e Carla, il padre e la madre di Nadia, sono sotto choc, la notizia li aveva colpiti durante l’ora di pranzo di un tranquillissimo sabato.

In India, le indagini proseguono e la Polizia continua a studiare le immagini di alcune telecamere. La bomba non è stata rivendicata, perciò è ancora necessario far chiarezza sull’accaduto, sui motivi del gesto e sulle ragioni della scelta proprio di quel locale.

Emanuele Ballacci