Vendesi Abbey Road: Emi in crisi

copertina dell'album dei Beatles ‘Abbey Road’ (1969)



Nella settimana del Festival di Sanremo, consueto ed importante appuntamento per tutte le etichette discografiche, arrivano notizie non buone in casa della Emi. Il Financial Times ha annunciato, anche se fra gli addetti ai lavori la notizia circolava già da qualche settimana, che la Emi metterà in vendita gli storici studios di Abbey Road acquistati per 100mila sterline nel 1929. “EMI – scrive infatti il quotidiano – non ha voluto rilasciare commenti ma cinque persone vicine all’operazione hanno confermato che l’etichetta sta corteggiando dei possibili acquirenti”. Riconducibile a questa difficile decisione è senza dubbio la crisi di Terra Ferma, fondo di investimento privato che ha acquistato la Emi nel 2007 per 4,7 miliardi di dollari, che sta avendo non pochi problemi con Citigroup, maggiore finanziatore proprio nell’acquisto della casa discografica.

Gli studi di Abbey Road sono considerati come un tempio della storia della musica, avendo ospitato gruppi come i Beatles, che hanno intitolato un loro album proprio ‘Abbey Road’, facendosi ritrarre sulla copertina del disco sulle strisce pedonali davanti agli studi, ma anche i Pink Floyd nella registrazione dell’album “The dark side of the moon”, i Radiohead e non ultima la celebre colonna sonora del film cult ‘Guerre Stellari’. Proprio Paul McCartney si è attivato nel lanciare un appello e fare in modo che la vendita degli studi venga impedita: “Si parla di un’offerta – ha detto alla BBC il musicista- mi sembra un’iniziativa lodevole e spero approdi a un risultato”.

In relazione a questa, i quotidiani britannici accostano un’altra notizia, sempre riguardante il quartetto di Liverpool, scrivendo sulla carta stampata “Beatles for sale” (in ripresa del titolo del quarto album della band). Per il 30 settembre è infatti prevista la chiusura del museo giapponese dedicato a John Lennon, a Saitama nella periferia nord di Tokyo, per via della scadenza decennale ed il mancato rinnovamento dell’accordo con la vedova Yoko Ono; oltre a questo, il motivo della chiusura è senza dubbio legato alla poca affluenza presso il museo, appena 550mila visitatori in un decennio.

Anche Abbey Road, quindi, pare che sarà condannata a cedere il passo alle nuove tecnologie che permettono di comporre e registrare musica con l’utilizzo di un semplice computer, al posto di studi grandi dal grande costo di gestione.

Andrea Camillo