50.000 euro di tangente agli ispettori dell’agenzia delle entrate: arrestati

ULTIMO AGGIORNAMENTO 9:18

E’ successo a Varese; il commercialista di un imprenditore proprietario di un’azienda installatrice di impianti elettrici aveva avvertito il suo cliente di “aver bisogno” di 50 000 euro, che avrebbe dovuto destinare a non meglio identificati ispettori dell’agenzia delle entrate della provincia di Varese, questo allo scopo di evitare alcuni controlli, che tra l’altro avrebbero rivelato alcune somme di denaro non trascurabili, depositate su conti Svizzeri e appartenenti allo stesso imprenditore. Tali somme erano già venute alla luce nel corso di un accertamento alla frontiera svizzera avvenuto nell’anno 2007.

Il pm Abate, sostituto procuratore della medesima provincia in cui è avvenuta la transazione illegale ha appunto disposto l’arresto dei due funzionari, arresto eseguito dai Carabinieri del capoluogo di provincia.

L’episodio si colloca nella cornice dell’Italia che funziona ” in un certo modo”; è di questi giorni il dato che ha rivelato, durante il 2009, un aumento pressochè spropositato di denunce per reati di corruzione e concussione. il caso in questione riguarderebbe proprio quest’ultima.  Tale aumento non significa comunque che il reato fosse minore negli anni passati, ma solamente che la gente ha iniziato a denunciarlo in modo maggiore.

Le teoria più accreditata riguardo all’aumento di segnalazioni è quella del “lo denuncio perchè non mi conviene più“; vale a dire, che, se prima  regnava una sorta di equilibrio in cui corrotto e concussore o concusso e corruttore vivevano in amicizia per convenienza reciproca, negli ultimi tempi è successo qualcosa che ha rotto questo equilibrio di natura del tutto illegale.

E’ probabile che gli scossoni economico-finanziari provocati dalla crisi mondiale, che come ben sappiamo ha colpito in maniera pesante anche l’Italia, abbiano destabilizzato una sorta di cittadella nascosta, lasciando alcuni, tra quelli che tiravano le fila, in braghe di tela. Perso il loro potere assoluto e quindi non più in grado di garantire le “solite prestazioni” si sono ritrovati ad essere vittime dei loro stessi amici con cui avevano lavorato fino a quel momento , che, ovviamente per pura convenienza, li hanno denunciati.

Se tutto ciò rimane sicuramente  una semplice teoria è comunque impossibile non notare e prendere conseguentemente atto della corrispondenza temporale tra i due fenomeni; inoltre, va da sè che  una crisi economica della portata di quella che stiamo ancora vivendo, pur forse in risoluzione, abbia portato scompensi a tutti i livelli, non toccando quindi solamente la parte legale del paese, ma anche il mondo sommerso delle tangenti, della corruzione e della concussione.

A.S.