Film in televisione: “Scary movie 3”, una risata vi seppellirà

Questa sera, alle ore 21:10, Italia 1 trasmetterà la commedia parodica, del 2003, “Scary movie 3“. La pellicola, diretta da David Zucker, è interpretata da Anna Faris, Regina Hall e Leslie Nelsen.

Una giovane giornalista, Cindy Campbell (Anna Faris) è alla ricerca di un grande scoop per avviare la sua carriera. Ficcando il naso dappertutto, si imbatte in ua videocassetta assassina contornata da strani fenomeni come cerchi nel grano, bambini prodigio e alieni. Ostacolata da un caporedattore maschilista, Cindy cerca di dividersi tra carriera, affidamento di un figlio e un nuovo amore…

La saga degli “Scary movie”, sempre reduce da un grande successo al botteghino, si è fermata al quarto capitolo. Questa pellicola, penultimo lavoro della saga, vede il regista Zucker impegnato a parodiare i film horror di maggior successo dei primi anni 2000. Il cinefilo appassionato del genere non potrà non riconoscere, nella prima scena del lungometraggio, l’esatta parodia della ripresa iniziale del film cultThe ring“. D’altronde, l’intera trama della pellicola è costruita sulla falsariga dell’horror di Gore Verbinski.Non mancano frequenti richiami a “Signs“, “Una pallottola spuntata” (di cui è celebrato anche il protagonista per mezzo dello stesso attore), “8 mile”, “The others” e parte della trilogia di “Matrix”.

L’ilarità va braccetto con il successo: la formula vincente della saga, così come di questo terzo capitolo, è l’esasperazione di luoghi comuni, volgarità e senso del ridicolo. Ogni personaggio è uno stereotipo di successo: dall’arrampicatrice sociale, al bambino malefico, dal rapper che rifiuta la propria crescita interiore al padre di famiglia, dal politico un pò scoppiato al personaggio di colore vittima di razzismo. Dunque sì, parodia di film horror con tutti i loro topoi, ma soprattutto presa in giro della società in cui sguazziamo con tutte le sue brutture.

Abbastanza divertente, scontato e demenziale da essere rassicurante. E’ in più è un bel gioco quello di riuscire a scovare più riferimenti possibile agli altri lavori della nostra amata settima arte.

Valentina Carapella