Giovanardi e il parlamentare “drogato”: non succederà nulla


Come riportato anche da NewNotizie  in un precedente articolo, oggi pomeriggio sono stati resi noti i risultati del test antidroga proposto da Carlo Giovanardi, Presidente della Giunta per le autorizzazioni alla Camera dei Deputati, al quale hanno partecipato 232 parlamentari, tra i quali 147 hanno dato il consenso per rendere pubblici i risultati.

Dopo la scoperta di un parlamentare, di cui ancora non si sa nulla, risultato positivo alla cocaina, Giovanardi interviene al popolare programma di Radio24, “La zanzara“, precisando alcune cose riguardanti la diffusione dei nomi dei partecipanti al test e relativi risultati e le conseguenze per chi a questo stesso test è risultato positivo.

Innanzitutto il promotore dell’iniziativa ha tenuto a specificare che lui stesso non è e non può essere a conoscenza del nominativo di chi avrebbe assunto cocaina, aggiungendo che nessuno può saperlo “avendo fatto le cose secondo legge“. Incalzato dall’istrionico conduttore Giuseppe Cruciani, che più volte ha fatto notare che il mondo del giornalismo avrebbe comunque perseguito la strada dell’indagine a tutto campo per scoprire chi è il “peccatore” ( o la peccatrice) e  aggiungendo anche, un po’ spudoratamente, (rivolgendosi al parlamentare intervenuto in trasmissione),  che i giornali domani titoleranno tutti su quel parlamentare, introducendo il concetto con un chiarificatore “sa come siamo fatti”, Giovanardi ha risposto che potranno fare quello che vogliono , ma che  non sarà possibile scoprire alcunchè.

Proseguendo sulla questione privacy, rispondendo ancora al conduttore che aveva esplicitamente chiesto perchè qualcuno si cimentasse in un test antidroga , risultando negativo, per poi non diffondere il fatto di aver ottenuto il suddetto responso non dando il consenso a diffondere il proprio nominativo, “l’erede delle iene” ha spiegato che sarebbe innanzitutto servito nel proprio circondario, nel proprio paese insomma ( motivazione non fortissima a dir la verità) e che comunque, l’altissima percentuale di parlamentari risultati puliti sfaterebbe la leggenda del parlamento drogato che ormai da mesi circola anche in parte dell’opinione pubblica; per arrivare a  questa smentita, in effetti, non c’è assolutamente bisogno di far sapere i nomi.

Fin quì tutto normale, potremmo dire: la cosa che fa pensare però, è che lo stesso Giovanardi ha chiaramente specificato, che al parlamentare trovato positivo al test antidroga, non succederà assolutamente nulla. Questo perchè in Italia il consumo personale di droga non è punibile. Se questo è vero, fa però riflettere il fatto che all’interno delle istituzioni esistano persone che, pur non essendo assolutamente scontato essere “consumatori abituali”, pur che magari è stato solo un caso, pur tutte le giustificazioni che possano venire in mente per attenuare la percezione oggettivamente sgradevole della vicenda, abbiano bisogno o voglia di consumare sostanze stupefacenti, quando, da sempre chi le usa è visto comunque come persona debole ed esempio da non seguire assolutamente.

Anche se  il fatto di consumare indivdualmente droga non è punibile penalmente, sarebbe forse augurabile estromettere dal parlamento chi ne fa effettivamente uso, una volta appurato, ovviamente, che questo stesso uso, sia stato volontario e non indotto inconsapevolmente da qualcuno. Diversamente il polverone sollevato inizialmente dalle Iene e poi ripreso ufficialmente dal Parlamento risulterebbe del tutto inutile e l’esempio di comportamento elargito ai cittadini italiani, ai quali  si chiede sempre molto, non sembrerebbe essere proprio dei migliori

A.S.