Julianne Moore e Annette Bening, una famiglia gay “all right” al Festival di Berlino

 

La regista americana Lisa Cholodenko aveva già ricevuto una buona accoglienza al Sundance Film Festival con il suo The Kids Are All Right. Tuttavia è probabile che abbia atteso con curiosità l’accoglienza del folto pubblico e dell’agguerrita critica presente al Festival del cinema di Berlino, anche se il suo film non è tra quelli in concorso.

Gli applausi degli spettatori non sono mancati e i temibili critici non hanno sfoderato le armi, al di là di qualche sporadica accusa di “furbizia” legata alla felice conclusione della storia. Il soggetto non è però banale, per questo sarà interessante vedere quale sarà la reazione del pubblico dopo la Berlinale e, per quel che ci riguarda, quale sarà la sua distribuzione in Italia.

La regista Lisa Cholodenko, che ha anche scritto la sceneggiatura con Stuart Blumberg, è alle prese con un nucleo familiare formato da una doppia coppia, le due compagne di vita Annette Bening e Julianne Moore, e i loro figli, Joni e Laser.

I kids, ormai adolescenti alle soglie della maggiore età, rintracciano il loro padre (interpretato da Mark Ruffalo) che mina l’equilibrio della famiglia in cui le cose iniziano a non essere più all right.


Una scena del film "The kids are all right"

 

Se Paul da un lato vuol recuperare la famiglia che non ha mai avuto, dall’altro c’è una combattiva Annette Bening che difende dall’insidioso seduttore gli affetti cementati da una lunga relazione.

Senza andare oltre nello sviluppo della trama, alcuni elementi danno concretezza, verosimiglianza e intensità al soggetto.

Come ha notato Julianne Moore, reduce dal difficile ruolo in A single man, la coppia lesbica è solida e dura da anni, cosa rara anche sul grande schermo. Non per questo è immersa in una finta felicità da “mulino bianco” trapiantato a Los Angeles.

La relazione rischia seriamente di rompersi, non mancano le frustrazioni personali e le difficoltà nel crescere i figli, ma c’è anche la quotidianità fatta di faccende domestiche ma anche dei film porno delle due donne.

C’è ironia, ma anche amore, affetto e, non ultimo, impegno civile. Le due protagoniste non hanno chiesto i loro soliti compensi per girare un film indipendente e “cinematograficamente” rischioso.

Lisa Cholodenko ha dichiarato di aver voluto dare il suo contributo alla causa dei diritti dei gay, ma con semplicità ha aggiunto una buona famiglia è ciò che davvero conta, a prescindere dagli orientamenti sessuali. La attendiamo nelle sale italiane…

L. Denaro