Obama “sfida” la Cina: oggi incontro con il Dalai Lama


Il Dalai Lama

Negli ultimi tempi il presidente americano Barack Obama non sembra usare i guanti di velluto con la Cina. Prima l’annuncio sulla vendita di 6,4 miliardi di dollari di armi americane a Taiwan, paese ostile nei confronti di Pechino. Ora la definitiva conferma dell’incontro ufficiale con il Dalai Lama, che avverrà nella giornata di oggi.

La massima autorità buddista, tuttavia, non riceverà tutti gli onori destinati solitamente ai capi di stato: niente incontro nello “studio ovale” per lui, ma solo un  faccia a faccia a carattere privato. Apparentemente questo sembrerebbe uno strano compromesso adottato da Obama, che segna però già un deciso passo avanti rispetto alla cauta politica da lui tenuta un anno fa. Subito dopo la sua elezione, infatti, il presidente Usa puntò ad una politica prudente e distensiva nei confronti di Pechino, negando l’incontro al Dalai Lama, in quei giorni in visita a Washington.

Ovviamente la decisione di incontrare la massima autorità politico-religiosa del Tibet non poteva non scatenare le ire dei cinesi. Com’era prevedibile il China Daily – organo del Partito Comunista Cinese – ha tuonato dalle sue pagine: “Come la prenderebbe il governo Usa se i leader cinesi ricevessero qualcuno che vuole l’indipendenza di uno Stato americano, per esempio dell’Alaska? Obama finge di non sapere che il Tibet è stato parte della Cina per secoli, che la storia del Tibet come parte della Cina è più lunga di tutta la storia degli Stati Uniti. Se si riconoscono le ragioni del Dalai Lama, a maggior ragione bisognerebbe riconoscere il diritto delle tribù degli indiani d’America di cacciare gran parte della popolazione americana fuori dagli Stati Uniti. Incontrando il Dalai Lama Obama manca di rispetto al popolo cinese, si mostra ai nostri occhi come un uomo con un doppio standard morale e senza princìpi e ci dà l’impressione di aver detto il falso, o quantomeno di non credere alle sue parole, quando prometteva di promuovere le relazioni sino-americane”.

Sul tema è intervenuto Fred S. Teng, responsabile del magazine NewsChina e presidente del Consiglio per le relazioni con la comunità cinese negli Usa. Secondo Teng “In questo momento critico il presidente Obama dovrebbe puntare a relazioni costruttive con la Cina, e non distogliere la sua attenzione dall’obiettivo finale di fiducia e reciproca comprensione”. Ha poi aggiunto, non senza toni polemici, che il presidente Obama dovrebbe piuttosto “dedicare più tempo a convincere il presidente Hu Jintao e il premier Wen Jiabao a discutere degli importanti temi bilaterali in agenda”. Comunque la si veda, la direzione di Washington verso Pechino sembra orientata alla divergenza piuttosto che alla convergenza.

Roberto Del Bove