Regionali nel Lazio: la Bonino allontana i cattolici dal PD? Parlano Bersani e Fioroni

L’appoggio da parte del PD alla candidatura di Emma Bonino come presidente della regione Lazio sembra scontentare i cattolici interni al partito. Il quotidiano della Conferenza episcopale italiana, l’Avvenire, sta portando avanti una campagna fatta di attacchi all’attuale partito d’opposizione, prendendo spunto dalla vicenda Binetti. In risposta alle polemiche, Bersani ha sottolineato la natura politica della scelta e ha parlato dell’importanza della corrente cattolica interna al suo partito; il segretario del PD porta avanti la tesi della “straordinarietà” di un personaggio trasversale come Emma Bonino definendola “una fuoriclasse perfettamente in grado di interpretare tutte le sensibilità di una larga coalizione”.

Il coordinatore del Forum sul Welfare del PD Fioroni, all’interno di un’intervista rilasciata al Sole24Ore, ha dichiarato che l’appoggio del partito alla Bonino «non significa aver abdicato a una deriva radicale e neanche aver rinunciato a portare avanti propri progetti» invitando il mondo cattolico nel suo complesso a riflettere «sulla mutazione genetica del Pdl e sulla progressiva irrilevanza dei cattolici nel centro destra e nella compagine di governo».

Mentre non smettono di crescere le polemiche intorno alla vicenda, la direzione del PD è costretta a cercare di giustificare il suo appoggio a una candidata scomoda sia ai propri iscritti cattolici, che ad una parte del proprio elettorato; lungi dall’essere un segno totalmente positivo, per ora questa strategia tradisce semplicemente un sempre più preoccupante vuoto di personalità forti a sinistra.

Bersani, al primo esame vero da nuovo segretario, lancia un messaggio poco forte e tenta di cavalcare l’unica soluzione possibile per contrastare la figura dell’altra candidata, Renata Polverini. La decisione è politica e quasi comprensibile in un momento difficile come questo, ma la situazione resta preoccupante. Il PD dimostra ancora una volta di essere un partito che non riesce ad accettare senza paure una politica laica e lo fa appoggiando un candidato che appare allo stesso tempo lontano da queste divisioni e lontano dai programmi del centro(sinistra): un personaggio con un identità forte appoggiato da un partito forte ma che non ha ancora un’identità precisa da “gridare” per scuotere gli animi dei propri elettori. Questo potrebbe generare una forte confusione di fronte alle urne…

Stefano Bernardi