Vittorio Sgarbi lancia una nuova sfida: partecipare al Grande Fratello


Come ce lo vedreste un intellettuale all’interno della casa più criticata d’Italia? In molti se lo staranno chiedendo da questa mattina, ovvero da quando è impazzata la notizia sul web dell’auto candidatura da parte di Vittorio Sgarbi, sempre più desideroso di far parte del cast del Grande Fratello. Dopo lo scrittore Aldo Busi, che presto lo vedremo tra i concorrenti del reality L’Isola dei Famosi, sembra esserci stata una vera e propria rivolta delle celebri menti intelligenti italiane, e così, il critico d’arte nonché ex assessore alla cultura a Milano, si è fatto avanti proponendosi come prossimo concorrente della futura nuova edizione del reality di Canale 5.

In un’intervista sulle pagine della rivista Gioia, Sgarbi ha così commentato la sua decisione: “Il Grande Fratello ha innovato lo spazio televisivo. I classici studi tv sono statici e io soffro, mi muovo, uso il telefono e leggo i giornali. Là mi potrei esprimere meglio”. Nonostante le numerose e frequenti critiche piovute finora sulla testa del reality, pare proprio che Sgarbi sia stato in grado di vederci del buono, elogiando, così, il Grande Fratello.

Al momento, l’esuberante critico, ormai ospite fisso del programma domenicale di Canale 5, condotto da Barbara D’Urso, nei panni di opinionista, ha avviato uno strano esperimento: “Una mia collaboratrice da due settimane mi filma 24 ore su 24, mentre lavoro, dormo, tra un po’ anche quando sto con donne. Abbiamo realizzato 150 ore di girato. E’ un film sulla mia vita che potrebbe anche durare due anni. Aveva fatto così anche Andy Wahrol”.

L’esempio per eccellenza dell’anticonformismo, ma soprattutto della provocazione, lancia, e si lancia, dunque, una nuova sfida. Un modo, come dire, di sdoganare i luoghi comuni che circolano intorno alla televisione classicamente intesa, e tentare di sentirsi totalmente libero di esprimersi e muoversi come meglio crede, all’interno di un format che potrebbe anche prendere una nuova piega, innalzando magari, di qualche punto, il livello culturale dei vari concorrenti.

Emanuela Longo