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Cosentino e le dimissioni: lascia o raddoppia?

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E’durata solo poche ore l’attesa di Nicola Cosentino per il suo futuro politico. Nel pomeriggio di ieri aveva trasmesso, attraverso un comunicato, l’intenzione di dimettersi da ogni incarico; una decisione netta che rischiava di compromettere seriamente la stabilità della base partitica nel periodo delicato della campagna elettorale.

La risposta di Silvio Berlusconi è arrivata intorno alle ore 20.00 e ha confermato i sentori generali, ufficializzando l’indisponibilità ad accogliere la richiesta avanzata dal sottosegretario all’Economia.

“Non posso che invitarlo – recita il passaggio conclusivo della nota diffusa ieri dal presidente del Consiglio – a continuare nel suo lavoro nell’interesse del partito e del Paese respingendo le sue dimissioni”.

I giochi, dunque, sembrerebbero conclusi e in molti tendono a licenziare lo strappo pomeridiano di Cosentino come un semplice “colpo di testa”. Una bravata destinata a rientrare dopo le nuove istruzioni dettate dal Cavaliere che ha di fatto invitato il coordinatore campano del Pdl a rientrare nei ranghi. Ma sarà davvero così?

Come è ormai noto, alla base della drastica decisione che aveva spinto Cosentino a rassegnare irrevocabili dimissioni, sta la sua scarsa simpatia per l’intesa siglata in Campania tra il Pdl e l’Udc che ha benedetto la candidatura di Domenico Zinzi per la presidenza della Provincia di Caserta.

I ben informati riferiscono che la base del partito nel casertano stia operando un certo “pressing” su Cosentino, proponendogli di creare una lista alternativa al candidato centrista. Una tentazione non da poco che potrebbe determinare una rottura traumatica tra lo stesso Cosentino e il partito nazionale e comprometterne definitivamente i rapporti.

Un’opzione che appare, però, poco probabile e che è stata parzialmente smentita dallo stesso sottosegretario all’Economia che ieri assicurava ai tanti curiosi che lo incalzavano di non voler uscire dal Pdl.

Intanto, la notizia delle dimissioni richieste da Cosentino ha ieri suscitato un vespaio di reazioni. Da segnalare l’immediata mobilitazione di Luigi Cesaro, presidente della provincia di Napoli che, insieme ai colleghi Cirielli e Sibilia – rispettivamente presidenti delle Province di Salerno e Avellino – si è tempestivamente recato a Roma per invitare il presidente del Consiglio a rigettare le dimissioni di Cosentino.

“Nicola merita tutta la solidarietà – è stato il commento di Stefano Caldoro, candidato governatore della Campania – e la campagna elettorale ha bisogno del suo impegno. Non voglio nemmeno discutere l’ipotesi che lui possa confermare la sua decisione”.

Non ha dubbi anche Alessandra Mussolini: “Le dimissioni di chi ha contribuito in questi anni a forgiare il Pdl in Campania – ha detto – sono un fatto molto grave. La campagna elettorale è già avviata e ciò determina in tutti i candidati un senso di forte smarrimento. Cosentino deve essere messo nelle condizioni di lavorare per il bene di tutto il partito senza condizionamenti per portare il Pdl alla vittoria. In caso ciò non avvenisse – ha concluso la leader di destra – questa vicenda produrrà ben altre inevitabili conseguenze”.

Una levata di scudi univoca confermata anche dalle parole di Italo Bocchino, vicecapogruppo Pdl alla Camera: “Le dimissioni vanno respinte dai vertici del Pdl – ha scandito – per garantire un suo contributo in campagna elettorale e per evitare che nella vicenda dell’alleanza con l’Udc appaia che ci sono vincitori e vinti”.

Più tiepida la reazione del ministro per le Pari opportunità, Mara Carfagna: “Una grave perdita – ha commentato ieri appresa la notizia delle dimissioni rassegnate da Cosentino – ma il Pdl non crolla, andrà avanti con la squadra che sta lavorando da tempo per vincere le elezioni. La classe dirigente campana è matura, radicata sul territorio e ha dimostrato più volte – ha concluso la Carfagna – di essere all’altezza della situazione”.

Come dire che il ministro in rosa non si straccerebbe le vesti nel caso in cui Cosentino confermasse la sua intenzione di allontanarsi dalla scena politica elettorale. Una reazione che sembra, di fatti, confermare i “rumors” di quanti assicurano che tra i due non corre grande simpatia. Né stima politica.

Maria Saporito

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