Cosentino si dimette, Berlusconi respinge, ma è comunque sconfitto


In giornata era giunta la notizia delle dimissioni di Nicola Cosentino da sottosegretario all’Economia e coordinatore regionale del Pdl; indagato  per concorso esterno in associazione camorristica , Cosentino aveva però deciso di lasciare ogni incarico politico per un altro motivo; non gli era mai andata giù infatti l’alleanza in Campania con l’Udc di Pierferdinando Casini, formalizzata in queste ultime ore ed in particolare la candidatura di Domenico Zinzi, esponenente di centro appunto, come Presidente della provincia di Caserta.

In ogni caso Cosentino è praticamente costretto ( per ora ) a rimanere al suo posto: Il presidente del Consiglio infatti ha istantaneamente  respinto le sue dimissioni, invitandolo tra le altre cose a  a “continuare nel suo lavoro nell’interesse del partito e del Paese“. Seppure, nell interpretazione di Berlusconi, il gesto di Cosentino era volto a non offrire spunti di polemica  all’opposizione , durante la campagna elettorale per le elezioni regionali, egli si è  rifiutato di perdere un collaboratore del calibro del sottosegretario all’economia, anche se colpito da un’indagine che lo accusa di aver avuto (0 avere) contatti con la camorra.

A questo proposito, Sandro Bondi ieri a Radio24 aveva insinuato dubbi sul fatto che, tra gli altri indagati ( vedi Bertolaso), anche le accuse a Cosentino fossero un modo per colpire il premier da parte della frangia politicizzata della magistratura, ammesso che questa frangia esista davvero, va aggiunto.

In ogni caso, non esprimendosi sulle vicende giudiziarie di Cosentino, per le quali la sua presunta colpevolezza è ancora tutta da dimostrare, politicamente la questione è da interpretarsi come una sconfitta neanche tanto leggera. Personaggio di spicco nella “sua” Campania, l’alleanza con l’Udc  lo porta forse ad essere rilegato in un ruolo di secondo piano, riferendosi sempre alle candidature per le elezioni regionali e non al suo ruolo di sottosegretario all’economia. Le dimissione respinte sembrano metterlo in una situazione ancora peggiore, in quanto pur non volendo più restare dov’è, lo deve fare per forza, se non altro perchè “spronato” da Berlusconi in persona. Staremo a vedere se insisterà una seconda volta nella strada dimissionaria o accetterà un ruolo più defilato,  sostanzialmente quello che sembra profilarsi con  maggiori probabilità.

A.S.