Gianni Letta: anch’io turbato e amareggiato


L’inchiesta avviata dalla Procura di Firenze che tenta di fare luce sui presunti appalti truccati in occasione della realizzazione dei faraonici lavori per il G8 a La Maddalena (poi spostato a L’Aquila) ha determinato il ritorno di un’antica e nobile consuetudine: quella di prendere carta e penna per inviare missive.

Qualche giorno fa era stato Guido Bertolaso a vergare una toccante lettera all’indirizzo dei tanti volontari della Protezione civile per trasmettere loro l’amarezza di questi giorni “lordati” dal fango mediatico che punta l’indice in modo spietato, anticipando le condanne in sede processuale.

Ieri è toccato a Gianni Letta, il grande cerimoniere di Palazzo Chigi, cerniera preziosa delle istituzioni, che – rispondendo alle accuse mosse dal presidente della Provincia dell’Aquila, Stefania Pezzopane – è intervenuto così sulle vicende che riguardano lo scandalo giudiziario che insinua ombre anche sui lavori avviati per la ricostruzione dell’Aquila.

Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio si è detto “turbato e preoccupato” e però fermo nel rimarcare la “trasparenza” delle attività promosse dalla Protezione civile nelle concitate ore del dopo sisma. “Tante cose sentite e viste in questi giorni – ha scritto Letta alla Pezzopane – hanno turbato anche me come tutti quelli che nei giorni del terremoto hanno sentito lacerarsi qualcosa dentro e hanno perso per un bel pezzo la capacità di sorridere e, ancor più, di ridere”.

“Nel contempo – ha aggiunto l’uomo ombra di Silvio Berlusconi – non le nascondo la preoccupazione che questa vicenda sia deflagrata proprio nel corso di un periodo particolare, che certamente rischia di appannare la serenità del dibattito che pure è giusto intorno a vicende così drammatiche”.

Gianni Letta conosce perfettamente i meccanismi della campagna elettorale, in grado di ricorrere anche ai mezzi meno ortodossi per screditare l’ avversario e ipotizza l’esistenza di una macchinazione tesa a “incarognire” i toni della competizione politica. Non per questo rinnega la “bassezza” di certi comportamenti.

“Penso anch’io con orrore – ha continuato nella lettera – a chi crede che le calamità possano essere un pretesto per fare buoni affari. Il terremoto, le vittime, la desolazione che ne consegue meritano ben altri sentimenti e ben altra pietà. Altro che affari! Ma, se qualcuno ha pensato il contrario – ha promesso il sottosegretario alla presidenza del Consiglio – tutti faremo in modo che si ricreda”.

Una vera dichiarazione di guerra con la quale Letta ha voluto comunicare la ferma intenzione di assicurare la trasparenza in situazioni così drammatiche. “Ribadisco qui – ha aggiunto il prezioso consigliere del premier – la certezza che non verranno meno in futuro il rigore sin qui seguito, il metodo della totale trasparenza dell’azione pubblica, la determinazione rigorosa nell’uso di procedure perfettamente legali, la facilitazione dei controlli e della collaborazione tra diversi organi pubblici, utilizzati in questa prima fase di interventi”.

Presupposti fondamentali , ha concluso Gianni Letta, per spianare la strada che può e deve condurre alla  “totale e limpida rinascita dell’Aquila e della sua economia”.

Maria Saporito