L’intellighenzia bipolare

Ascolto il giornale radio e, magari, non sono eccessivamente attento.

Nella notizia di apertura il conduttore riporta delle parole del Presidente del Consiglio circa la decisione di rendere non candidabili coloro i quali in passato abbiano commesso un reato di qualunque genere. Effettivamente pare abbia proprio detto così. Tra barzellette, attacchi assortiti alla magistratura (e alla Boccassini, nello specifico) e canidature al Quirinale, Berlusconi avrebbe infatti dichiarato durante una cena a Palazzo Grazioli: “Non credo ci siano dubbi sul fatto che chi sbaglia e commette dei reati non possa pretendere di restare in nessun movimento politico. Noi abbiamo deciso che le persone che sono sottoposte a indagini o processi in via di principio non debbano venire ricomprese nelle liste elettorali, ma anche che se ci sono dei dubbi sulla loro colpevolezza sarà l’Ufficio di presidenza a decidere caso per caso”.

Ma la conferma che in realtà non sia diventato giustizialista tutto d’un tratto arriva con la terza notizia, scandita dallo speaker del radiogiornale. Il conduttore parla nuovamente del Premier che, probabilmente per confermare la svolta epocale (niente candidati pregiudicati nel Pdl), respinge le dimissioni irrevocabili del sottosegretario all’Economia e coordinatore regionale del Pdl Nicola Cosentino, indagato per associazione mafiosa (ma dimessosi per sottrarsi alle faide politiche che stanno colpendo la Campania in questo periodo pre elettorale). Forse perché deve essere proprio il Premier ad escludere il processato dal “movimento politico” (e non può essere lo stesso a dimettersi); forse perché non vale se ci sono toghe rosse di mezzo, come ci insegna Bondi; fatto sta che l’idea di trovarci davanti ad una ‘intellighenzia’ – quantomeno – bipolare non è poi così balzana (dato che noi si vuole escludere a priori la malafede).

Basti pensare al sottosegretario del Consiglio dei Ministri con delega per la lotta alla droga Carlo Giovanardi che, dinnanzi alla scoperta del(la) parlamentare positivo al test antidroga effettuato volontariamente da 242 parlamentari, ha tranquillizzato subito tutti: “Non so chi sia, non so se sia senatore o deputato, uomo o donna. Il risultato del test è segreto“. E quindi chiunque sia stato a fare uso di cocaina stavolta se la caverà solamente con un bello spavanto (e, la prossima volta, ci penserà due volte a prestarsi a questi esperimenti: che siano portati avanti da ‘le iene’ o che sia un’iniziativa ufficiale, ci sono sempre grane di mezzo) ma non rischierà niente.

Insomma: un ‘drogato’ non può prendere la patente (poco più di un anno fa, infatti, partiva proprio da Giovanardi la crociata per un test antidroga obbligatorio per poter ottenere il permesso di guida); ma sicuramente può rappresentare più che degnamente i suoi concittadini.

D’altra parte siamo un polo di santi, di poeti e di fattoni. E’ risaputo.

Rocco Di Vincenzo