Militari salgono al potere in Niger

Non sembra aver pace la terra africana. Adesso i militari sono saliti al poter in Niger paese dove la popolazione soffre la carenza di cibo ma ricco di risorse energetiche.

I militari ribelli avrebbero arrestato il presidente del Niger Mamadou Tandja nel corso di un tentativo di colpo di stato. L’operazione sarebbe stata guidata dal maggiore Adamou Harouna.

Questo è confermato da una fonte interna al movimento militare che dichiara: “Il leader del colpo di stato ha avuto successo. Il colpo di stato è guidato dal maggiore Adamou Harouna”.

L’attacco è avvenuto al Palazzo presidenziale durante un summit che il presidente stava tenendo con alcuni ministri.

Un presidente che aveva suscitato clamore, anche internazionale, in seguito alla sua decisione d’estendere il mandato al comando. Infatti nei giorni scorsi le autorità mondiali avevano sanzionato il leader, o meglio dire ex leader, del Niger.

Un attacco che, sempre secondo le fonti interne, sarebbe stato intenso ma di breve durata. Infatti lo scontro fra militari e guardia presidenziale sarebbe iniziato alle 13 italiane per concludersi 4 ore dopo.

Sono state usate nel conflitto armi d’artiglieria pesante e mitragliatrici. Nonostante questo i dati filtrati parlano di pochi feriti. Dopo il conflitto la radio di stato ha cominciato a trasmettere musica militare.

I vertici militari si sono costituiti nel ” Consiglio Supremo per il restauro della Democrazia (Csrd)”.

“Facciamo appello all’opinione pubblica nazionale e internazionale affinché diano appoggio alla nostra azione patriottica per salvare il Niger e la sua popolazione dalla povertà, dalla delusione, dalla corruzione” ha dichiarato Abdul Karimou, portavoce dei golpisti.

Bisogna infatti ricordare come il presidente avesse modificato la Costituzione per ottener il terzo mandato. Inoltre il Niger, nonostante rappresenti uno dei paesi più poveri del mondo, è anche il terzo esportatore di uranio. Facile intuire che le vicende legate a questa nazione abbiano anche una grande importanza internazionale.

Antonio Borzì