Chat-roulette: appuntamenti online al buio

Passa la moda dei messaggini per comunicare scrivendo, di skipe che permette di parlare e vedere nel contempo come in una conversazione reale, e la chat che nasconde e tramuta gli utenti a piacere. Ora ecco l’ultimo ibrido in fatto di hight-tech e comunicazone che inevitabilmente modificherà le relazioni sociali. Già perchè andare al pub per conoscere qualcuno era abitudine di decenni fa, ora c’è la chat-roulette che connette già ventimila utenti a notte. Escogitato da pochi mesi è uno strepitoso successo tra i giovani negli Stati Uniti, ma anche in Giappone, Corea, Europa dell’Est e Russia: il concetto e’ nato nella testa del liceale moscovita Andrey Ternovskiy e sembra già essere un cult nonostante all’ uso del computer sia necessario “metterci la faccia”.

Non si potrà dire di essere Pamela Anderson: appena si accede si è visibile e la casualità ci affida un utente, una persona che solo se gli piacciamo parlerà con noi. Una video-chat ‘al buio’ che permette contatti con la casualita’ della ruota della fortuna. Ai tempi di una comunicazione digitale necessariamente reale ( ci stufano le icone, la non verità), viene in mente che in fondo tutto ciò sia un successo rispetto alla vita quotidiana perchè è tutto più facile da gestire, da casa.
I rifuti in primis. Darli e ricerverli non crea imbarazzi all’utente: in certo senso è una fonte di sicurezza/ insicurezza l’ essere visti e accettati, seppur al  contempo sia un gioco basato inevitabilmete sul  proprio apparire: a lato il tasto next ci salverà o ci butterà nella prossima vita di chi come noi cerca qualcosa di meno noioso da fare.
Non spaventatevi se dopo qualche click  troverete ragazzi in mutande, travestiti o donne tra le lenzuola. Tutto è intrattenimento. E riscuotere consensi è il gioco. Alcuni osservatori d’Oltralpe puntano però il dito contro il servizio: «Dovrebbe essere proibito ai minorenni, agli anziani, a chi soffre di cuore, ai timidi e, più generalmente a tutti quelli che credono ancora in un po’ di dignità», scrive Vincent Glad della webzine Slate, aggiungendo poi: «Di solito si fa chatroulette a fine serata, quando l’alcol fa perdere ogni inibizione. Avevate mai visto un sito pornografico che richiede di essere ubriachi? Benvenuti nel 2010».
Molti utenti ostentano drappelli nazisti, urlano, puntano pistole, consumano sostanze illegali. Perchè essere rifiutati, seppur non lo sappia nessuno a men che non sia accanto al nostro monitor, pesa. E allora essere se stessi, di nuovo, non basta più. 
Ilaria Salzano