Elezioni Ucraina: Tymoschenko ritira ricorso

Il primo ministro ucraino uscente, Yulia Tymoshenko, ha presentato questa mattina ai giudici del tribunale la richiesta di ritiro della causa per irregolarità in merito alle ultima elezioni presidenziali, da lei stessa presentata.
“Tymoshenko – ha spiegato un funzionario del tribunale – ha chiesto il ritiro della causa. I giudici si riuniranno per prendere la richiesta in considerazione”.

 

“Non vedo più alcun senso per andare avanti” ha detto l’ex pasionaria filo-occidentale ai cronisti che le chiedevano di giustificare la sua scelta.
Già nei giorni successivi al voto, d’altronde, tutti gli osservatori internazionali avevano riconosciuto la grande prova di democrazia data dall’ex paese sovietico, escludendo la presenza di irregolarità di proporzioni tali da influenzare il risultato finale.
La scorsa settimana, inoltre, la Tymoschenko stessa aveva riconosciuto la presenza, all’interno della Verkhovna Rada (il parlamento del Paese) di una nuova maggioranza composta dal filo-russo Partito delle Regioni, dal Partito NostraUcraina e dal Partito Comunista Ucraino.

Al momento è quindi sempre più probabile che presto possa insediarsi il nuovo presidente, Viktor Yanukovich, la cui vittoria elettorale, influenzata da brogli, nel 2004 era stata ribaltata dalla “rivoluzione arancione” sostenuta anche dagli Stati Uniti.
Adesso, a sei anni di distanza, passati gli ultimi effetti della sbornia “occidentalista” che ha lasciato dietro di sé un Paese socialmente disastrato quanto prima se non di più, il popolo ha scelto nuovamente di affidarsi a Yanukovich e, indirettamente, di riportarsi sotto l’ala protrettrice della Russia.
Non a caso, nei giorni successivi al ballottaggio del 7 febbraio, il leader del Partito delle Regioni si era più volte concesso ai cronisti russi per spiegare la sua disponibilità a rinnovare la concessione dello spazio navale al Paese di Medvedev e la contrarietà del suo partito all’entrata dell’Ucraina nella Nato. Una posizione, questa, condivisa d’altronde anche dal Partito Comunista, probabile futuro partner di maggioranza.